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Riforma pubblica amministrazione Renzi-Madia: sblocco contratti, rinnovo aumento stipendi statali, dipendenti Pa: novità settimana

Dopo la riduzione dei comparti pubblici inizieranno le trattative con i sindacati per il rinnovo dei contratti degli statali.




Si torna a parlare del rinnovo del contratti degli statali. Il ministro della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha interessato l'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) per i negoziati alla riduzione dei comparti pubblici. Da 12 diventeranno 4 ovvero Stato, Regioni e sanità, enti locali e camere di commercio, scuola e università. A quel punto cambia la rappresentanza sindacale attorno allo stesso tavolo e possono iniziare le trattative per lo sblocco degli stipendi che, ricordiamo, prende le mosse da una sentenza dell'Alta Corte.

Nel contesto della riforma della pubblica amministrazione si rafforzano i poteri del premier e quelli di Palazzo Chigi nell'indirizzo dell'azione del governo. Le nomine pubbliche nelle società partecipate dallo Stato, non saranno più appannaggio dei singoli ministeri azionisti delle imprese, ma dovranno essere vagliate dal Consiglio dei ministri, come del resto è già accaduto nel caso delle nomine della Cassa depositi e prestiti. Anche la vigilanza sulle Agenzie fiscali, a cominciare da quella delle Entrate, passerà dal Ministero dell'Economia a Palazzo Chigi.

Verso la definizione della prima tappa della mobilità delle Province, fissata per il 31 ottobre quandole aree vaste, così si chiameranno le ex Province, dovranno fornire i dati sui dipendenti in soprannumero. Sempre per la stessa data le Regioni, in base al decreto Enti locali, avranno definito le leggi con cui decidono le funzioni, e quindi i dipendenti, delle Province da assorbire in attuazione della riforma Delrio, che prevede il superamento del livello di governo provinciale. Quanti non hanno trovato una collocazione nel passaggio devono essere quindi inseriti in elenchi ad hoc, da spedire al portale dedicato alla mobilità.

Se c'è chi cede ci deve essere anche ci prende ed è il caso di tutte le amministrazioni diverse dalle Province, a partire dalle Regioni per arrivare alla pubblica amministrazione centrale, che al massimo dopo un mese dalla data cardine del 31 ottobre, quindi a novembre, dovranno far sapere al governo quanti e quali posti mettono in palio, sempre nel rispetto dei vincoli di bilancio. Trascorreranno poi altri 30 giorni, si arriva così a fine 2015 e il Ministero della Funzione Pubblica renderà pubblici i posti a disposizione per ricollocare le eccedenze e l'elenco nominativo del personale in esubero, inclusa la polizia provinciale e i dipendenti della Croce Rossa, anche loro interessati da processi di riorganizzazione. Tutto personale che a fine gennaio, altra scadenza in programma, sarà chiamato a esprimere le preferenze in base a quel che c'è.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il