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Ultime notizie pensioni novità risposta obbligatoria tecnica richiesta quota 100, mini pensioni, staffetta da Ministeri e partiti

Le novità pensioni si concentrano sulla nuova richiesta da parte della Commissione Lavoro sul parere sul suo nuovo testo di quota 100: cosa prevedono le ultime notizie




Le novità pensioni si concentrano sulla nuova richiesta da parte della Commissione Lavoro sul parere sul suo nuovo testo di quota 100 e sulle risposte attese dai Ministri che potrebbero accettare anche mini pensione e staffetta generazionale che non sono stati presi in considerazione dalla proposta della Commissione. La richiesta dei pareri ai Ministeri competenti arriva in vista della prossima Manovra Finanziaria che sarà presentata il 15 ottobre a meno di rinvii dell’ultimo minuti. Nonostante nel Def, il Documento di Economia e Finanza che preannuncia le misure della Manovra Finanziaria, non vi sia alcun riferimento alle pensioni, le ultime notizie confermano le intenzioni di voler comunque intervenire, anche se molto dipenderà, come spiegato dai tecnici del Tesoro, dalla disponibilità delle risorse economiche e dalla compatibilità finanziaria.

Si continua, dunque, a valutare la possibilità di intervenire sull’attuale legge pensioni nelle prossime settimane e mesi purchè però ogni cambiamento sia a costo zero per lo Stato. Lo stesso premier Renzi  ha precisato che l'introduzione di maggiore flessibilità non dovrà comportare costi per lo Stato il che significa che chiunque decida di andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia prevista dovrà comunque accettare penalizzazioni sul valore del proprio assegno finale.

La proposta presentata dalla Commissione riunisce le soluzioni di uscita con quota 100, sistema da sempre sostenuto dalla stessa Commissione, sempre a fronte di decurtazioni finali a carico del lavoratore, ma le stesse penalizzazioni sarebbero previste anche dai piani di mini pensione e staffetta generazionale che permetterebbero al lavoratore di andare comunque in pensione prima a costo zero per lo Stato. In qualsiasi modo si intenda lavorare, sarebbe però bene agire in fretta, considerando che dal prossimo primo gennaio 2016 i requisiti per accedere alla pensione saliranno ancora.

Per andare in pensione, infatti, non basteranno più i 66 anni e tre mesi richiesti oggi ma bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi, scatto derivante dall’adeguamento all’aspettativa di vita Istat cui sono agganciate le attuali norme previdenziali, secondo il principio che vivendo più a lungo si può lavorare anche di più. Ma si tratta di un assunto errato, soprattutto in riferimento a determinate categorie di lavoratori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il