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Pensioni novità contributivo donna. mini assegno universale, staffetta unici approvabili subito secondo ultime notizie

Proroga del contributivo donna ma con requisiti rivisti dal 2016, staffetta generazionale per le aziende e assegno universale solo per famiglie numerose: possibili uniche novità pensioni prossime all’approvazione




Proroga del contributivo donna ma con requisiti rivisti a partire dal 2016, staffetta generazionale per le aziende e assegno universale limitato solo alle famiglie numerose e in difficoltà: potrebbero essere queste le uniche novità pensioni ad essere approvate subito. Ei si tratta di novità confermate anche dalle ultime notizie, visto che in questi giorni si sono susseguiti dettagli sui nuovi requisiti di uscita anticipata per le donne e sul funzionamento della staffetta generazionale. Vediamo nel dettaglio le eventuali nuove regole.

Partendo dal contributivo donna, dal 2016, per andare in pensione l’età delle donne dovrebbe salire dai 57 anni per le statali e 58 per le autonome, ai 62, 63 anni, mantenendo sempre i 35 anni di contributi e calcolando la propria pensione finale non più con sistema contributivo e dunque accettando un taglio del 25, 30% sull’assegno ma considerando una penalizzazione del 3, 3,5% per ogni di anticipato in cui si lascia il lavoro. Novità previste anche per la staffetta generazionale, derivanti dalla versione finale del Dlgs sul riordino degli ammortizzatori.

Secondo quanto previsto, infatti, staffetta generazionale e part time dovrebbero interessare i contratti di solidarietà espansiva e prevedere per i contratti collettivi aziendali finalizzati all'incremento degli organici aziendali una riduzione dell'orario di lavoro, con conseguente riduzione della retribuzione, e assunzione a tempo indeterminato di nuovi giovani. Nel caso di passaggio al part time, i datori di lavoro dovrebbero comunque continuare a pagare parte del contributo del lavoratore che riduce l'orario di lavoro e cun contributo ridotto per ogni lavoratore assunto pari, per i primi 12 mesi, al 15% della retribuzione lorda prevista dal contratto collettivo applicabile.

Nei successivi due anni il contributo si riduce al 10 e al 5%. Inoltre, per l'assunzione di lavoratori tra i 15 e i 29 anni il datore di lavoro potrà beneficiare di un'aliquota contributiva ridotta. Considerando, dunque, che le aziende dovranno comunque pagare i contributi previdenziali al lavoratore che passa al part time, seppur ridotto, si tratta di un sistema che probabilmente non riscuoterà ampia approvazione. Ultima novità possibile potrebbe essere l’assegno universale destinato però solo alle famiglie numerose e che dimostrano di vivere in condizioni drammatiche e di povertà, quindi si tratterebbe di un mini assegno piuttosto che universale, vista la ristretta platea di beneficiari che ne avrebbe accesso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il