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Pensioni novità Europa gela Renzi, Boeri, Padoan che cercano appoggio, riforma Senato, salari minimi, indulto: novità oggi venerdì

Si cerca il bandolo delle matassa, una novità risolutiva almeno parziale per le pensioni ma apre essere ancora molto distante. Si lavora, poi, sulla riforma dei contratti, Senato e indulto oggi venerdì 9 ottobre




AGGIORNAMENTO: Una ricerca di una svolta anche dell'ultima ora, di novità positive per le pensioni è molto importante per le tante parole finora spese e la credibilità di chi le ha dette. E così, stando alle ultime notizie di oggi venerdì 9 ottobre, Padoan, d'accordo con Renzi e Boeri, cerca di coinvolgere l'Europa con il cosidetto assegno universale come abbiamo spiegato in questa ultima news. Ma ecco che tra le ultimissime notizie arriva una parziale doccia geleta con un rapporto sempre dell'Europa fortamente contrario a qualsiasi cambiamento come indicato qui. E la tempistica potrebbe non essere così casuale.

AGGIORNAMENTO: Nei confronti di questi mesi sulle novità delle pensioni è passato un pò nascosto che entro due mesi, quindi davvero bel breve, scatteranno ed entreranno in vigore una nuova serie di regole molto più restrittive su età, contributi, requisiti e anche una certa diminuzione dell'assegno. Ad oggi 8 ottobre, se come conferno le ultime  e ultimissime notizie sulle pensioni e relative novità praticamente nulle, occorre perlomeno intervenire a congelare queste nuove norme già prestabilite. E questo anche, se come affermano le notizie dell'ora vi dovesssero essere interventi successivi attraverso iter Parlamentare o leggi delega.

Ancora nessuna novità sulle pensioni oggi giovedì 8 ottobre  in vista della nuova Manovra che sarà presentata tra meno di dieci giorni e considerando che le ultime notizie non lasciano prevede nulla di buono, l’auspicio è che vengano bloccate le nuove norme pronte a scattare dal primo gennaio 2016. Continua intanto l’iter di discussione della riforma della Senato e dopo l’approvazione dell’art.2 è stato approvato anche l’art.6. Renzi apre, inoltre, all’introduzione del salario minimo che, però, divide i sindcati.

Pensioni: Se entro la fine dell’anno, come ormai sembra chiaro, non si riusciranno ad approvare modifiche flessibili sulle pensioni, sarà necessario quanto meno procedere al blocco dello scatto dell’aumento dell’età pensionabile dal prossimo anno. La nuova Manovra Finanziaria, che sarà presentata tra qualche giorno, probabilmente potrebbe contenere solo cambiamenti minimi sulle pensioni, dalla proroga del contributivo donna, con requisiti modificati dal 2016, all’assegno universale limitato esclusivamente a famiglie numerose e che dimostrano di vivere in serie difficoltà economiche. Non vi è certezza, tuttavia, nemmeno in tal senso. E se così fosse, però, per evitare di rendere di requisiti di accesso alla pensione quasi impossibili e di rendere inaccessibile ai giovani il mondo del lavoro, sarebbe bene bloccare l’entrata in vigore delle nuove regole. Dal primo gennaio 2016, è infatti previsto il primo scatto previdenziale che, per effetto dall’adeguamento alla aspettativa di vista Istat, porterà l’età pensionabile a salire dai 66 anni e tre mesi, con contributi pari a 42 anni e sei mesi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne, ai 66 anni e sette mesi e si tratta solo del primo adeguamento previsto. Lo scatto si verificherà ogni due anni, quando l’età pensionabile salirà di ulteriori tre, quattro mesi.  Nel 2019, infatti, si andrà in pensione a 66 anni e 11 mesi; nel 2021 a 67 anni e due mesi; nel 2023 a 67 anni e 5 mesi; nel 2025 a 67 anni e 8 mesi; nel 2027 a 67 anni e 11 mesi; nel 2029 a 68 anni e un mese, fino ad arrivare ad andare in pensione a 70 anni nel 2050 e, per quanto riguarda i contributi necessari per accedere alla pensione anticipata, arriveranno a 46 anni e 3 mesi. Da questo andamento emerge come potrebbe diventare impossibile per molti raggiungere i requisiti necessari per andare in pensione, senza considerare gli effetti decisamente negativi che si verificherebbero nel mondo del lavoro, dove i giovani avrebbero sempre più difficoltà ad entrarvi.

Riforma contratti salario minimo: L’Italia si prepara ad un cambiamento e si profila l'introduzione del salario minimo legale. L’Italia, infatti, è uno dei pochi paesi europei in cui ancora non esiste questa misura e si tratta di una forma di sostegno che si sostituirà al contratto nazionale. L’ipotesi di introduzione del salario minimo divide, tuttavia, i sindacati. Mentre la Cgil di Susanna Camusso sembrerebbe d'accordo con l'introduzione di questa misura, meno convinti sarebbero la Furlan della Cisl e Carmelo Barbagallo della Uil che temono che il salario minimo possa eliminare le norme della contrattazione. Decisamente aperte le discussioni.

Indulto e amnistia: Papa Francesco potrebbe presentare un nuovo appello per l’approvazione delle misure di indulto e amnistia, dopo averne già lanciato uno qualche settimana fa ma senza successo. Intanto, continua in Commissione Giustizia l’esame congiunto dei ddl di Compagna, Manconi, Barani, Buemi per le misure di clemenza. Ad annunciarlo il coordinatore per la Santa Sede del Giubileo Straordinario della Misericordia monsignor Rino Fisichella, che ha, inoltre, dichiarato che “Stiamo lavorando, proprio su indicazione di Papa Francesco, perché per la prima volta il Giubileo non sia soltanto celebrato nelle carceri, ma alcuni carcerati possano venire anche a San Pietro”. L'approvazione di indulto e amnistia continua, tuttavia, a trovare l'opposizione di premier Renzi e ministro della Giustizia Orlando.

Riforma Senato: Tra polemiche e proteste continua l'iter di discussione della riforma del Senato. Dopo l'approvazione dell’emendamento Finocchiaro che modifica l’articolo 2, prevedendo che i consiglieri regionali e sindaci (componenti del nuovo Senato) vengano scelti dai cittadini e poi ratificati dai Consigli regionali, è stato approvato l'articolo 6 del ddl Boschi sulle riforme sul futuro Regolamento della Camera, che dovrà prevedere una statuto delle opposizioni. Oggi saranno discussi l’articolo 7 e 10, che riguarda le competenze del Senato e per cui sono stati presentati ben 300 mila emendamenti di Calderoli. Certo, molti saranno dichiarati inammissibili, ma molti ne rimangono e la maggioranza ha già pronte le contromosse.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il