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Pensioni novità quota 100, contributivo donna,quota 41,mini pensioni sempre più importanti stando ultime notizie analisi ufficiali

Si cerca una vera staffetta generazionale tra lavoratori anziani desiderosi di andare in pensione e forze fresche per rilanciare la produttività.




Non tutte le novità sulle pensioni possono essere sistematicamente bocciate così come è accaduto nelle ultime settimane. Stando alle ultime notizie, una dopo l'altra sono cadute le proposte di quota 100 quale somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale, mini pensioni in favore degli over 55 disoccupati e privi dei requisiti per congedarsi dal mondo del lavoro, la legge ibrida Renzi-Boeri attraverso cui compensare con un prestito dello Stato le penalizzazioni in caso di ritiro prima di quanto indicato dall'attuale legge previdenziale, l'estensione del sistema di calcolo contributivo a tutti i lavoratori in attività. La ragione? La mancanza di soldi.

Quella dell'Italia sembra la storia di un cane che si morde la coda poiché se il problema è l'assenza di coperture, al via di uscita è il rilancio di competitività e produttività. Come? Attraverso una vera politica di staffetta generazionale tra lavoratori anziani desiderosi di congedarsi e forze fresche in attesa di essere inserite. La stessa Confindustria ha rilanciato questa ipotesi per poi fare un passo indietro quando è stato ipotizzato il taglio delle tasse. E a dirla tutta anche il premier Matteo Renzi e il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, avevano detto pubblicamente sì al turn over generazionale. Le buone intenzioni si sono però arenta dinanzi al rifiuto del Ministero dell'Economia.

Come dimostrato da una recente inchiesta del Corriere della Sera, ammonta a solo il 3,2% la quota di dipendenti pubblici tra 20 e 29 anni ed è di 52 anni l'età media di anzianità dei dipendenti di Palazzo Chigi. Nel prossimo decennio circa un quarto degli attuali dipendenti dello Stato andrà in pensione: usciranno poco meno di un milione di persone e circa la metà dei dirigenti e degli alti funzionari attuali. In Europa la situazione è differente. Un esempio: in Gran Bretagna i dipendenti pubblici tra i 20 e i 29 anni sfiorano il 9%. Il ragionamento potrebbe naturalmente essere esteso anche ad altri comparti, come quello della scuola, dove gli insegnanti più anziani sono sempre più inchiodati dietro una cattedra.

Secondo i più recenti dati Istat, sotto i 25 anni la disoccupazione è salita al 40,7%. Dopo il calo del numero dei senza lavoro nella fascia 15-24 anni registrato a luglio, ad agosto l'indice è tornato salire. Scende un poco quota di inattivi, segno che l'effetto scoraggiamento potrebbe essere in calo. Da segnalare che è in crescita anche la disoccupazione giovanile nell'eurozona, passando dal 22,2% al 22,3%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il