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Pensioni novità e ultime notizie risoluzione europea richiesta da Renzi, Boeri, Poletti, Padoan con appoggio Pd, Lega, Fi, M5S

Tra le ultime notizie sulle pensioni spunta la proposta di introdurre un assegno universale finanziato dall'Unione europea.




I tecnici dei Ministeri del Lavoro e dell'Economia e quelli dell'Inps sono al lavoro sulle pensioni. Non è però semplice riuscire a individuare quelle novità in gradi di coniugare sostenibilità economica ed esigenze sociali. Per questa ragione sono state per ora bocciate quasi tutte le proposte fin qui avanzate, come l'applicazione di quota 100 o l'introduzione delle mini pensioni. Allo stesso modo è stata congelata la soluzione ibrida Renzi-Boeri mentre non sarà accolto il suggerimento ricalcolare gli assegni previdenziale con il contributivo. Per lo Stato si tratterebbe di un bel risparmio complessivo in spesa previdenziale, ma vedrebbe aumentare il numero dei pensionati nel giro di poco tempo.

La novità dell'ultim'ora è il pressing dell'Italia sull'Europa per l'introduzione dell'assegno universale. Più precisamente, Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, ha ipotizzato un sistema di assicurazione per la disoccupazione ciclica nell'Eurozona. Cosa significa? Semplice: a finanziare la misura è chiamata l'Unione europea. Senza un'opposizione politica, lo strumento di sostegno al reddito potrebbe essere subito introdotto poiché non comporta cambiamenti nei Trattati. Ci sarebbe anche il via libera della Banca centrale europea. Per Padoan, si tratterebbe di dare un segnale concreto che l'unione monetaria non è solo moneta, banche e politica fiscale, ma anche crescita e lavoro.

L'assegno universale viene visto con favore anche da una parte della politica nazionale. Oltre alla minoranza del Partito democratico, anche il Movimento 5 Stelle si è da tempo fatto promotore di una misura simile. Più esattamente era stato immaginato allo scopo di promuovere le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro e alla sua libera scelta, all'istruzione, all'informazione, alla cultura sottraendo ogni individuo dall'ambito della precarietà al fine dell'ottenimento della redistribuzione della ricchezza e della salvaguardia della dignità della persona. L'ammontare? 600 euro mensili netti.

La questione va inserita in un quadro generale di rapporti all'interno dell'Unione europea che, mai come adesso, è in fibrillazione. La Spagna, ad esempio, ha già annunciato che non rispetterà gli obiettivi di riduzione del deficit per il 2015-2016. Si tratta di una decisione che travalica anche quella italiana di mettere in discussione i rigidi parametri così da poter sforare e fare la riforme. La Commissione europea pubblicherà un avvertimento formale affinché il governo iberico faccia delle modifiche necessarie alla bozza di manovra finanziaria che aveva già presentato a Bruxelles. Si tratta di un precedente che l'Italia segue con attenzione perché potrebbe incidere nei suoi rapporti con l'Europa e i cambiamenti da introdurre nel Paese. Pensioni comprese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il