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Riforma pensioni, quota 100, mini pensioni, quota 101, quota 41 bloccate da nuovo rapporto Europeo. Paradossale

Europa continua ad essere contraria a modifiche flessibile per pensioni italiane nonostante novità e dati dimostrano che il nostro sistema previdenziale è troppo rigido




In Italia si andrà in pensione a 70 anni nel 2050, soglia di pensionamento che sarà quasi impossibile per i lavoratori, risultato degli scatti previsti dall’attuale legge pensioni per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat. Il primo gennaio 2016, secondo quanto previsto dalle novità, l’età pensionabile già salirà, passando dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette mesi e ogni due anni aumenterà di tre, quattro mesi, fino ai 69 anni e 9 mesi del 2015. Si tratta di norme che, come confermano ancora le ultime notizie, riescono a garantire sostenibilità economia al nostro Paese in crisi ma che rendono il sistema previdenziale italiano tra i più rigidi d’Europa.

E’ chiaro, tuttavia, come sarà decisamente proibitivo stare al passo degli aumenti previsti, senza considerare che aumentando l’età di uscita dei lavoratori più anziani già impiegati si bloccherebbero le possibilità di ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani, rendendo il mondo del lavoro italiano senza più ‘vecchio’ e la produttività.

Da un dossier del Servizio Studi della Camera dei deputati, che ha messo a confronto la legge pensionistica italiana con quella di altri 30 Paesi europei, emerge, inoltre, che se nel 2050 in Italia si andrà in pensione quasi a 70 anni, precisamente a 69 anni e 9 mesi di età, in Germania si andrà in pensione a 67 anni e chi ha maturato almeno 45 anni di contributi obbligatori l’età scende a 65 anni;in Islanda e in Spagna i lavoratori con meno di 38 anni e 6 mesi di contributi possono andare in pensione a 67 anni e superata la soglia detta di contribuzione si può uscire a 65 anni, ma dal 2027 ci vorranno 67 anni per tutti; in Irlanda a 66 anni; nel Regno Unito a 66 anni.

Nonostante sia chiara l’urgenza di modificare le attuali norme con piani di uscita flessibile come quota 100, mini pensione, contributivo, part time, in modo da adeguare la pensione italiana a quella degli altri Paesi, secondo un nuovo studio dell'Unione europea, per riuscire ad avere una pensione finale dignitosa sarà necessario raggiungere i 40-45 anni di contribuzione, secondo il principio che più si lavora, più si va in pensione più tardi e più si potrà percepire. Ma a tutto discapito di rilancio occupazionale e competitività.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il