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Pensioni novitÓ cosa ci sarÓ davvero in Manovra Finanziaria Renzi prossima settimana, riforma bonus casa: novitÓ oggi venerdý

Quali novitÓ sono previste nella manovra finanziaria che tra 7 giorni da oggi sarÓ presentata. E poi le altre norme in discussione come il bonus casa e mobili del 65%




AGGIORNAMENTO: Tra una settimana da oggi venerdì 9 ottobre vi sarà la presentazione della tanto attesa manovra finanziaria con le novità sulle pensioni tanto attese? Cosa ci potrà essere davvero? Stando alle ultimissime notizie nulla o quasi. Nemmeno i cambiamenti minimi come la proroga donna ci dovrebbe essere se è vero che i due miliardi disponibili per il welfare verranno dati 1,5 mld ad un nuovo fondo solidarietà e 500 milioni per pagar rimborsi dopo sentenza Consulta. E solo il contributivo donna costerebbe circa 2-4 miliardi. E un'ultima ora indica che anche la Commissione Lavoro e il suo Presidente come quello dell'Inps hanno affermato che è meglio fare le vere riforme al di fuori della manovra finanziaria. Sarebbe, però, oppurtno in manovra prendere un impegno preciso, non generico, con l'inserimento di una clausola obbligatoria di una legge da realizzare a livello Parlamentare o di Governo, come fatto, per esempio con la pubblica ammninistrazione o il lavoro.

Le novità appena pubblicate oggi venerdì 9 ottobre confermano che il sistema previdenziale italiano risulta il più rigido d’Europa, i dati e i numeri lo confermano, eppure l’Europa continua ad essere contraria a modifiche flessibile che adeguerebbero magari all’Italia agli altri Paesi europei. E novità in arrivo sul fronte di norme per combattere l’evasione fiscale a livello europeo, mentre con la nuova Manovra Finanziaria sarà prorogato il bonus mobili ed edilizia anche per il 2016, con le solite detrazioni dall’Irpef al 50% e al 65%.

Pensioni: Le norme previdenziali italiane sono chiaramente tra i più rigidi d’Europa e nonostante questa rigidità abbia permesso, in un momento di forte crisi, di mantenere una sostenibilità finanziaria, le ultime notizie confermano la necessità di rendere i requisiti di accesso alla pensione più flessibili, come del resto è stato già fatto in altre nazioni, come Germani e Francia. A confermare la rigidità del sistema previdenziale un dossier del Servizio Studi della Camera dei deputati che ha messo a confronto la legislazione nazionale e quella di altri 30 Paesi europei: ciò che emerge è che nel 2050 in Italia si andrà in pensione quasi a 70 anni, precisamente a 69 anni e 9 mesi di età, soglia decisamente inimmaginabile negli altri 30 Stati considerati. Questa soglia è il risultato della norma della legge pensioni attuale che prevede scatti ogni due anni in base all’adeguamento all’aspettativa di vita Istat. In Germania, invece, con il nuovo sistema pensionistico a regime, si andrà in pensione a 67 anni e chi ha maturato almeno 45 anni di contributi obbligatori l’età scende a 65 anni. Anche in Islanda e in Spagna i lavoratori con meno di 38 anni e 6 mesi di contributi possono andare in pensione a 67 anni, e superata la soglia detta di contribuzione si può uscire a 65 anni, ma dal 2027 ci vorranno 67 anni per tutti. Ancora più bassa l’età di uscita in Irlanda, a 66 anni il requisito di età, e nel Regno Unito, dove la soglia di uscita è fissata a 65 anni per gli uomini, entro il 2018 scatterà anche per le donne (per le lavoratrici, fino al 2010, era di 60 anni), e nel 2020 arriverà a 66 anni per tutti. In Svizzera, Austria, Croazia, Belgio, Danimarca, Polonia, Romania, Ungheria, si va invece in pensione a 65 anni. Eppure l’Ue continua ad essere contraria a modifiche pensionistiche flessibile e continua a dire no a piani di quota 100, mini pensione, staffetta generazionale, contributivo. Anzi: secondo un nuovo studio dell'Unione europea in futuro per percepire una pensione dignitosa sarà sempre più importante avere una carriera lavorativa senza interruzioni con 40-45 anni di contribuzione.

Riforma evasione fiscale: Ci si avvia ad una rivoluzione mondiale del Fisco nei Paesi dell'Ue, a partire dal progetto Beps (Base Erosion and Profit Shifting) è articolato in 15 linee di azione. Una delle azioni promosse dall'Ocse nel programma Beps riguarda la maggior trasparenza delle attività delle multinazionali con l'introduzione di una documentazione dettagliata Paese per Paese in modo da limitare il rischio di pratiche aggressive di transfer pricing, cioè l'applicazione di prezzi di trasferimento tra le società che si trovano in Stati diversi non a un valore di mercato. In pratiche, le multinazionali con volume d'affari a livello consolidato globale da 750 milioni (in su) avranno l’obbligo di documentare attività, ricavi e imposte versate alle amministrazioni finanziarie dei diversi Paesi in cui operano. La relazione cosiddetta Paese per Paese (Country-by-country report) dovrebbe essere presentata nello Stato in cui risiede fiscalmente la società controllante e poi condivisa automaticamente attraverso lo scambio di informazioni tra le amministrazioni finanziarie dei Paesi interessate, in modo da garantire trasparenza maggiore e certa per tutti.

Indulto e amnistia: Intervenuto a Regina Coeli, in occasione della presentazione del Docufilm ‘L’umanità dentro, lavorare in carcere’, realizzato da Uilpa, quando ancora sono fermi in Commissione Giustizia i quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia, il ministro della Giustizia Orlando ha chiaramente detto che “Il carcere soprattutto un carcere nuovo è al centro dell’azione del governo. Noi affrontiamo un tentativo di riforma complessiva e abbiamo messo il carcere al centro della nostra attenzione, come dimostrano gli Stati generali dell’esecuzione penale”. Secondo Orlando, “Oggi il carcere nell’opinione pubblica è una sorta di discarica sociale, un’opinione pubblica impaurita e condizionata, anche dalla gestione imprenditoriale della paura da parte di alcune forze politiche, visto che i dati sulla criminalità rendono una realtà diversa, con significativo calo dei reati. Dopo aver affrontato la questione del sovraffollamento, perché parlare di trattamento in quelle condizioni non era possibile, ora vogliamo affrontare nuovamente la questione e la riforma del trattamento, anche se sappiamo che è impopolare”.

Riforma  bonus casa detrazioni 65% mobili: Con la nuova Manovra Finanziaria sarà prorogato il bonus mobili ed edilizia anche per il 2016, con le solite detrazioni dall’Irpef al 50% e al 65%, dando ancora, dunque, la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef, pari al 50%, confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare e della detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Previste, inoltre, detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, nella misura del 65%, ricomprendendo tra gli interventi agevolati anche l’acquisto e la posa in opera di schermature solari, nel limite di 60.000 euro, e gli impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite di 30.000 euro. Con la proroga al 2016, il bonus edilizia dovrebbe essere esteso anche al settore pubblico e agli alloggi popolari e il bonus per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici anche alle giovani coppie in affitto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il