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Pensioni novità e ultime notizie non ha nessun senso il fondo di solidarietà soprattutto realizzato nei modi finora indicati

Nuovo fondi di povertà al posto di modifiche pensionistiche che cambierebbero i requisiti per lasciare il lavoro: novità e prospettive




Da tempo si chiedono cambiamenti alle pensioni che ad oggi potrebbero essere sostituiti dall’istituzione di un nuovo fondo povertà che, secondo le ultime notizie, non sarebbe certo vantaggioso come si vorrebbe far credere. Se, infatti, piani di quota 100, contributivo, mini pensione, staffetta generazionale rendendo i requisiti di uscita dal lavoro più flessibile, contribuirebbero non soltanto al rilancio dell’occupazione giovanile, spingendo dunque su una maggiore produttività e competitività, ma anche ad accumulare, nel lungo periodo, risparmi derivanti dalle penalizzazioni imposte ai lavoratori che decidono di lasciare il lavoro prima, per cui evidentemente, nonostante le contrarietà espresse soprattutto da Ue e tecnici del Tesoro italiani, sarebbero convenienti, meno lo sarebbe il fondo di povertà.

Si tratta, secondo molti, di una misura senza senso, considerando che dovrebbe prevedere un bonus di soli 80-120 euro per ogni membro delle famiglie indigenti. I beneficiari sarebbero i nuclei familiari con un Isee di 3mila euro annui. E’ chiaro, dunque, come non influirebbe più di tanto sul miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie in difficoltà.

Meglio, dunque, procedere con i piani di prepensionamento che, però, continuano ad essere bloccati e, considerando il poco tempo ormai a disposizione per la definizione di eventuali novità pensioni nella prossima Manovra Finanziaria, si potrebbe procedere a lavorare sulle pensioni con cambiamenti diversi e in tempi diversi.

Si potrebbe, infatti, mettere a punto un decreto legge Renzi in cui affrontare la questione a 360 gradi tra divisione di previdenza e assistenza e interventi negativi, o con una legge parlamentare che, però, richiederebbe tempi lunghissimi, o con una legge delega, per cui il governo lavorerebbe esattamente come già fatto con riforma della P.A. e del Lavoro, formulando piani di lavoro condivisi e in tempi relativamente brevi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il