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Pensioni novità e ultime notizie nessuna conseguenza della riforma del Senato sulle pensioni. E poteva essere molto diverso

Scontri su voto per il nuovo Senato indicativi per il futuro delle novità pensioni: sempre meno peso per il Pd, spaccato. Cosa sta accadendo




Le votazioni sulla riforma del Senato continuano e continuano gli scontri tra le diverse forze politiche. Si tratta di una situazione che riflette, ancora una volta, l’impossibilità di lavorare nell’ottica della definizione di soluzioni condivise e per il bene del Paese. E questo scontro di ripercuote anche sulla situazione pensioni: gli scontri politici infatti non agevolano la messa a punto di novità pensioni, visto che anche in questo caso mancano soluzioni condivise e ogni forza politica spinge su un determinato cambiamento. Le votazioni sul Senato potevano rivelarsi importanti se la minoranza Pd avesse avviato una trattativa per ottenere risultati anche sulle pensioni.

Ma la forza della minoranza Pd sembra venir sempre meno. Lo ha dimostrato anche la discussione sulle unioni civili, tanto importante fino a qualche tempo fa, quanto rimandato ancora. Questa situazione riflette una vacillante forza del Pd, sempre più spaccato. Anche sulle pensioni, contrariamente alle apparenza. Se, infatti, da sempre tutti si dicono d’accordo sul voler cambiare l’attuale legge pensioni, ci si potrebbe chiedere come mai finora non è mai stato fatto nulla di concreto in merito?
 
La risposta, oggi, è semplice: nonostante tutti abbiano proposto modifiche, da pian i di quota 100 a mini pensione, contributivo, staffette generazionale ma anche legge ibrida Renzi-Boeri, assegno universale e interventi negativi e tagli, non tutti ne sono favorevoli. A partire dai tecnici del Tesoro che, nonostante le ultime recenti aperture, continuano a bloccare ogni modifica e ad essere da sempre contrari a cambiamenti pensionistici, per arrivare allo stesso premier Renzi che, dopo ripetuti annunci di novità per le pensioni, ha cambiato strategia di lavoro, concentrandosi ora prioritariamente su un nuovo piano di taglio delle tasse per tutti e nuovo piano famiglia.

Anche Confindustria, che all’inizio sosteneva la necessità di rendere più flessibili le pensioni perché collegate al lavoro e al rilancio di occupazione giovanile e competitività, sembra aver fatto un passo indietro, appoggiando il nuovo piano di taglio delle tasse di Renzi. C’è, dunque, ancora grande confusione e probabilmente, come in tanti avevano già ipotizzato, per l’attuazione di cambiamenti reali sulle pensioni bisognerà aspettare ancora il prossimo anno.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il