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Pensioni novitÓ piani rimanenti e fondo solidarietÓ inutile, riforma immigrazione, indulto, riforma Irpef,Ires: novitÓ sabato oggi

Meglio rimandare tutto se le novitÓ sulle pensioni sono quelle prospettate ad oggi sabato 10 Ottobre. E in risalto c'Ŕ anche taglio tasse e un piano segreto per la riforma immigrazione.




AGGIORNAMENTO: Si continua a lavorare sulle novità riguardanti le pensioni, seppur la situazione ad oggi sabato 10 Ottobre rimane molto confusa, oppure se preferite, praticamente bloccata con numerosi indizi che fanno capire che se non ci saranno novità dell'ultima ora, tutto sarà perlomeno rimandato. E le ultimissime notizie indicano che l'Europa è sempre contraria, ma anche chi appoggiava i cambiamenti come la Commissione Parlamentare ( e il suo stesso presidente), i partiti e il presidente dell'Inps sono convinti di un rinvio. La cosa migliore, come già detto, che il rinvio sia indicato per iscritto in manovra finanziaria e con delle disposizioni precise per intervenire nei prossimi mesi con decreto, legge delega o iter parlamentare. Tutti i piani attualmente ancora in fase di discussione, infatti, o lo stesso fondo di solidarietà lasciano molto perplessi come abbiamo spiegato nell'articolo sottostante tanto che è davvero meglio rinviarli

Le ultime notizie sul piano di lavoro del premier Renzi per la prossima Manovra Finanziaria prevedono innanzitutto la cancellazione di Imu e Tasi dal 2016, riduzione dell’Ires di due punti percentuali sempre dall'anno prossimo, e modifiche Irpef a partire dal 2018, mentre non ci sarà alcuna novità sulle pensioni, come in tanti auspicavano. Il britannico Times ha intanto reso noto un nuovo piano di lavoro dell’Ue sull’immigrazione.

Pensioni: Il mese di ottobre era quello tanto atteso della presentazione della Manovra Finanziaria e, infatti, il 15 ottobre sarà ufficialmente presentata. Probabilmente, però, non conterrà alcuna novità sulle pensioni. Forse nemmeno quel minimo intervento che avrebbe dovuto essere la proroga del contributivo donna. E a sostituire modifiche per anticipare l’uscita dal lavoro, come piani di quota 100, mini pensione, contributivo, nuova legge ibrida Renzi-Boeri, o anche assegno universale, potrebbe essere istituito un nuovo fondo povertà. Un bonus da circa 80, 120 euro da destinare solo alle famiglie meno abbienti. Misura considerata da molti, però, quasi inutile vista la cifra irrisoria che verrebbe approvata e che certo non serve alle famiglie per vivere meglio. Meglio, anzi, sarebbero i prepensionamenti volti almeno al rilancio dell’occupazione giovanile, e quindi della produttività, e ad accumulare nuovi risparmi, sul lungo periodo. Dopo l’annuncio del ministro del Lavoro Poletti, l’attesa è per quei piani su cui starebbero lavorando Ministeri di Economia e Lavoro e che, come detto, dovrebbero essere presentati a breve. Secondo indiscrezioni, potrebbero interessare solo determinate categorie di persone, visto che i possibili cambiamenti dovrebbero riguardare solo la proroga del contributivo donna e possibili uscite anticipate per gli uomini over 62 che restano disoccupati a pochi anni dalla pensione. Si tratta di misure che, se effettivamente approvate, rischiano di essere l’ennesimo errore: migliorerebbero le condizioni solo di poche persone, ma la maggior parte vedrà peggiorare la propria situazione pensionistica dal primo gennaio 2016, quando i requisiti per accedere alla pensione diventeranno ancora più restrittivi, visto che l’età pensionabile, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, salirà da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi.  

Riforma Ires, Irpef, Tasi: Cancellare Imu e Tasi dal 2016, ridurre l’Ires di due punti percentuali sempre dall'anno prossimo, e modificare l'Irpef a partire dal 2018: si sta delineando sempre meglio, in vista della presentazione della prossima Legge di Stabilità, il nuovo piano di taglio delle tasse su cui sta lavorando il premier Renzi. Si parte dall’abolizione di Imu agricola e sui macchinari industriali imbullonati al suolo e della Tasi sulla prima casa a partire dal 2016, per arrivare all’abbattimento Ires per tutte le imprese, e non soltanto quello del Sud, anticipato all’anno prossimo e non più previsto per il 2017. Secondo la Cgia di Mestre, ogni punto di riduzione dell’aliquota Ires permetterebbe alle società di capitali e ai grandi gruppi di pagare complessivamente 1,2 miliardi di euro in meno di tasse all’anno. Ma, sempre secondo la Cgia, solo il 12% delle aziende italiane (circa 620mila tra società di capitali, Spa, Srl, aziende multinazionali, cooperative) potrebbero trarre vantaggio dallo sgravio. Nel 2018, invece, eventuali tagli e novità interesseranno l’Irpef.

Indulto e amnistia: Ancora nessuna soluzione sulle misure di indulto e amnistia i cui ddl sono sempre bloccati in Commissione Giustizia. Nonostante il recente appello del Papa e l’invito non solo al governo italiano ad approvare le misure di clemenza, il ministro della Giustizia Orlando è tornato a ribadire la sua contrarietà a queste misure che, a suo dire, non sarebbero risolutive. Ma lo stesso ministro continua anche a sostenere che l’emergenza carceraria, che secondo i numeri continua ad essere forte, sia decisamente diminuita. Ciò su cui ha annunciato novità recentemente sono le riorganizzazioni delle carceri. Ma nulla su amnistia e indulto. E, ad oggi, nonostante la necessità, viene difficile pensare che saranno mai approvate, almeno per il momento, considerando che anche il premier Renzi se ne dice nettamente contrario.

Riforma immigrazione: Oltre 400.000 migranti entrati nell'Unione europea nei primi sei mesi del 2015 e la cui richiesta di asilo è stata respinta saranno espulsi e rimpatriati nei loro Paesi d'origine entro le prossime settimane: questo sarebbe il piano segreto di lavoro dell’Ue reso noto dal britannico The Times. Secondo quanto si  legge, Bruxelles minaccerà di revocare aiuti, accordi commerciali e accordi sui visti, se paesi come il Niger e l’Eritrea si rifiuteranno di riprendere i loro migranti economici. Secondo quanto riportato ancora dal Times, il piano prevedrebbe anche l’arresto  da parte degli stati Ue di migliaia di migranti allo scopo di impedire loro la fuga per evitare il rimpatrio. Nella bozza del testo sarebbe riportato che “L’aumento dei livelli di espulsione dovrebbe fungere da deterrente per l’immigrazione irregolare”. Se le richieste di asilo non dovessero essere accolte, tra gli espulsi potrebbero esserci anche cittadini fuggiti da Siria, Libia e Afghanistan. La Commissione europea ha però smentito questo piano ma più che una smentita del piano si potrebbe parlare di una smentita della sua ufficialità. L’Ue, infatti, sostiene che il piano non è segreto ed è conosciuto dai vari Stati membri, ma manca la cifra esatta e il numero dei rimpatri dipenderà dagli impegni degli Stati membri.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il