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Pensioni novità e ultime notizie cosa sarà realmente presente tra Legge Renzi-Boeri, mini pensioni, quota 100 in Legge Stabilità

Nella prossima manovra finanziaria ci sarà poco spazio per le pensioni. L'appuntamento con le novità è rinviato. Le ipotesi di cambiamento sono tante.




Ci saranno poche novità sulle pensioni con la prossima manovra finanziaria. Le ragioni sono le solite spiegate e ripetute da molte settimane: l'assenza di coperture economiche per introdurre cambiamenti incisivi in una legge previdenziale che sta assicurando grandi risparmi per le casse statali. Si prospettano allora solo misure marginali ovvero rivolte a ben precise categorie, come l'estensione del contributivo donna oltre il 31 dicembre di quest'anno. Il congedo sarebbe possibile a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per quelle autonome. Sono stati ipotizzati provvedimenti per togliere un po' di rigidità alle regoli attuali, consentendo il ritiro dal lavoro fino a 3 anni con penalizzazione nell'importo dell'assegno del 3-4%, ma con il versamento di almeno 35 anni di contributivo.

L'esecutivo avrebbe intenzione di mettere sul piatto della bilancia circa un miliardo di euro. Si tratta di una somma chiaramente insufficiente per incidere sulle pensioni. Alle difficoltà economiche si somma anche la mancanza di volontà politica. Il governo potrebbe infatti concentrare le risorse per prorogare misure di sostegno al reddito per contrastare la povertà. Negli ultimi giorni il ministro dell'Economia ha proposto l'introduzione di un assegno universale a favore dei disoccupati finanziato dall'Unione europea. L'accoglimento di questa ipotesi, parzialmente o totalmente, sarà oggetto di trattative, ma il confronto inizia con una dose di ottimismo dalle parti italiani. Questa soluzione è infatti già applicata in quasi tutti i Paesi comunitari.

Se la manovra finanziaria non riserverà grande spazio alle pensioni, diverso è il caso di una legge delega che fisserebbe tempi stretti e che coinvolgerebbe il parlamento. Un percorso di questo tipo otterrebbe anche l'appoggio della minoranza dem, costantemente in disaccordo con il governo sulle politiche adottate fino a questo momento su welfare e pensioni. Sarà decisiva la spending review ovvero la revisione agevolazioni fiscali e incentivi alle imprese, la riduzione delle società partecipate e della spesa dei Ministeri, le ulteriori razionalizzazioni degli acquisti, costi e fabbisogni standard per Regioni e Comuni, tagli alle prefetture.

Non ci sarà dunque spazio per le tante proposte immaginate una dopo l'altro negli ultimi mesi, come le mini pensioni per consentire agli over 55 senza lavoro di andare in pensione con un aiuto economico da restituire integralmente in piccole rate e senza interessi, l'applicazione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per ritirarsi a vita privata, il disegno di legge del presidente della commissione Lavoro a Montecitorio di permettere il congedo a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati con penalizzazione massima dell'8%, il ricalcolo dell'assegno per tutti i lavoratori in attività con il meno vantaggioso metodo contributivo in cambio dell'uscita con qualche anno di anticipo, la cosiddetta legge ibrida Renzi-Boeri.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il