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Pensioni novità passaggi condivisi Pd, Lega, M5S, Fi e Ministri, riforma cittadinanza, sblocco contratti PA: novità lunedì oggi

Il cammino delle novità sulle pensioni trova una importante condivisione anche tuttora quando tutto appare negativo, ma forse lo è meno di quello che appare.




AGGIORNAMENTO: L'iter delle pensioni e delle relative novità è ancora lungo e nonostante la sospensione attuale ad oggi luendì 12 ottobre, i prossimi passaggi sembrano condivisi finalmente da tutti. Infatti, come riportano le ultime e ultimissime notizie ad oggi, sia i partiti che i Ministri del Tesoro e dell'economia, ma anche il presidente dell'INPS e naturalmemente il Premier sono d'accordo su diversi fasi e passaggi che vedono un decreto previdenza o meglio una legge delega o un inter parlamentare sulle pensioni con tutte una serie di obiettivi anche molto importanti che abbiamo visto sotto. E, poi, alcune novità potrebbero arrivare sin da subito se si pensa agli emendamenti che potranno essere inseriti nella discussione da qui a due mesi alcuni dei quali il Pd, Lega, M5S, Forza Italia sicuramente presenteranno come la ricongiunzione gratuita, il cumulo e la proroga del regime sperimentale per le donne. E non manca l'idea della staffetta ibrida, ovvero scelta dal lavoratore, ma non obbligatoria per l'azienda suggerita dai tecnici come sperimentale e numero chiuso che potrebbe vedere subito la luce.

AGGIORNAMENTO: Sembra che nell'immediato non ci saranno novità sulle pensioni ad oggi lunedì 12 Ottobre, come confermano le ultissimine notizie dove i protagonisti politici non fanno nessun riferimento ai tanti piani che si sono susseguiti in queste ultime settimane che hanno caratterizzato senza sosta le ultime notizie di queste settimane e mesi. I problemi sono diversi, in parte questioni di priorità, in parte di fondi e anche probabilmente di volontà politica. Ma se i problemi fossero solo del primo tipo, come da più parti sembra, ritornerebbe protagonista una sorta di decreto previdenza, o comunque, di una serie di norme collegate l'una all'altra su pensioni, assistenza e previdenza mirate a risolvere diversi problemi ed errori nel breve e nel lungo periodo come era nelle intenzioni orginarie di Renzi. Lo abbiamo visto nell'articolo sottostante

Le ultime notizie confermano che non ci sarà alcuna novità pensioni nella Manovra Finanziaria che si avvia ad essere presentata giovedì prossimo, mentre si riapre la trattativa sulla contrattazione nel pubblico impiego nella riforma della P.A. con nuove norme in arrivo. Nuove regole in arrivo anche per la richiesta di cittadinanza italiana.

Pensioni: Le ultime notizie confermano che non ci sarà alcuna novità pensioni nella Manovra Finanziaria che si avvia ad essere presentata giovedì prossimo 15 ottobre eppure diversi problemi ed errori causati dalla formulazione dell’attuale legge dimostrano la necessità di agire con dei cambiamenti ed anche in breve tempo. Difficilmente si riuscirà ormai a fare qualcosa entro l’anno e tutto sarà ancora rimandato ma nelle ultime intenzioni di lavoro una legge delega che possa riunire in un’unica soluzione le diverse ipotesi di modifica finora formulate e da approvare in tempi brevi. E si torna a parlare anche di decreto previdenza Renzi, con divisione di spesa assistenziale e previdenziale e interventi negativi su baby pensioni, pensioni di reversibilità, invalidità, cumulo per recuperare nuove risorse economiche. Intanto restano aperti i problemi che si verificheranno, dallo scatto che si verificherà dal primo gennaio 2016 quando, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, l’età pensionabile salirà per tutti di quattro mesi, passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi. Uno scatto che si verificherà ogni due anni, fino ad arrivare, secondo quanto previsto dall’attuale legge, ai 69 anni e 9 mesi del 2050. Una soglia quasi irraggiungibile per la maggior parte dei lavoratori italiani. C’è poi il problema dei costi onerosi per chi decide di riunire tutti i propri contributi versati in gestioni diverse attraverso la ricongiunzione o la totalizzazione.  Il presidente dell'Inps Boeri, sin dall’inizio del suo incarico, ha dichiarato di voler cancellare le spese a carico del lavoratore che vuole riunire in un'unica gestione i propri contributi. La modifica sarebbe dovuta arrivare nella prossima Manovra Finanziaria ma non se ne è più parlato. Resta poi da chiudere la questione dei rimborsi ai pensionati, decisi lo scorso aprile dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco della rivalutazione degli assegni previdenziali stabilito dal governo Monti. Ed è necessario procedere con cambiamenti delle attuali norme previdenziale anche per evitare discriminazioni di trattamenti pensionistici, nel lungo periodo, tra le diverse fasce di lavoratori, in particolare, tra quelli cosiddetti misti e tutti i nuovi contributivi.

Riforma Pubblica Amministrazione: Si riapre a trattativa sulla contratti dei dipendenti pubblici, ferma ormai da sei anni, con diverse nuove norme in arrivo. Il ministro Madia ha dato mandato all'Aran per riaprire il tavolo convocando i sindacati sulla questione dei comparti ed ora i comparti dovrebbero essere ridotti da undici a non più di quattro. L’atto della Madia rappresenta il primo passo verso la riapertura della discussione dello sblocco degli stipendi. Intanto, oggi, 10 ottobre, il personale in distacco o comando passerà definitivamente all'amministrazione che lo ha in prestito; entro il 31 ottobre le Province dovranno stilare gli elenchi con tutti gli esuberi (si parla di una quota non lontana da 20mila) e per fine sarà resa nota la mappa dei posti liberi in tutte le amministrazioni. A questo punto i soprannumerari faranno le loro richieste, daranno le loro preferenze ed entro febbraio il ministero incrocerà domanda ed offerta.

Indulto e amnistia: Mentre dopo la proiezione, a Regina Coeli, del Docufilm ‘L’umanità dentro, lavorare in carcere’, realizzato da Uilpa penitenziaria e dalla Uil web tv, il ministro della Giustizia Orlando ha dichiarato che il governo punta a investire sul futuro con un piano di revisione dell'organizzazione delle carceri, il segretario Uil Carmelo Barbagallo ha lanciato la proposta di “usare le caserme in disuso, soprattutto per la detenzione per i reati più leggeri, basterebbe aggiungere le inferriate, perchè non dobbiamo diminuire la popolazione carceraria ma aumentare la capacità di detenzione, senza aprire un’altra stagione di edilizia carceraria”. Il ministro Orlando ha, inoltre, sottolineato più volte l’importanza del lavoro della polizia penitenziaria e si augura che “nella legge di stabilità vada in porto il riallineamento di questo corpo con gli altri corpi di polizia”.

Riforma cittadinanza: Martedì prossimo sarà votata alla Camera una norma transitoria permetterà anche ai figli degli immigrati ormai maggiorenni di chiedere di diventare italiani. Potranno fare richiesta di cittadinanza italiana coloro che sono nati in Italia o sono arrivati in Italia quando avevano meno di dodici anni, hanno frequentato qui per almeno cinque anni uno o più cicli scolastici e hanno risieduto ‘legalmente e ininterrottamente negli ultimi cinque anni nel territorio nazionale’. Per quanto riguarda gli extracomunitari, rimane invece il requisito della carta di soggiorno (permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo) per uno dei genitori per far scattare lo ius soli a favore dei bambini nati in Italia. I punti della riforma prevedono, dunque, che i bambini nati in Italia saranno italiani per nascita solo se i genitori hanno il permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo (extraue) o il diritto di soggiorno permanente (Ue). Gli altri bambini non nati in Italia, ma arrivati qui entro i dodici anni, dovranno prima frequentare uno o più cicli scolastici per almeno 5 anni e, se si tratta delle elementari, concluderle positivamente. Per i ragazzi arrivati in Italia entro i 18 anni di età, potranno diventare italiani dopo sei anni di residenza regolare e dopo aver frequentato e concluso un ciclo scolastico o un percorso di istruzione e formazione professionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il