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Pensioni novità e ultime notizie reazioni, affermazioni su quota 100, mini pensioni Poletti, Morando, Renzi, Padoan, Damiano

Novità pensioni ancora rimandate: nulla su quota 100, mini pensione, staffetta generazionale, contributivo, né sull’assegno universale in Manovra Finanziaria. Le intenzioni del governo




Le ultime notizie sulle pensioni derivanti dalle recenti affermazioni degli autorevoli esponenti del governo, da premier Renzi a ministri di Lavoro ed Economia, Poletti e Padoan, al viceministri dell’Economia Morando, al presidente della Commissione Lavoro Damiano, al presidente dell’Inps Boeri, dimostrano come ogni novità pensione sarà ancora rimandata. Nulla al momento previsto nella Manovra Finanziaria su quota 100, mini pensione, staffetta generazionale, contributivo, né sull’assegno universale. Ancora una volta, dunque, vince il rinvio e per il momento il governo preferisce concentrarsi su latri interventi considerati prioritari. Sono le misure che rientreranno nella nuova Manovra Finanziaria attesa per giovedì prossimo 15 ottobre.

Per il resto, la situazione risulta piuttosto chiara anche se sono confuse le ipotesi di lavoro. Renzi, insieme al ministro Padoan e al ministro Poletti, continuano a lavorare per definire le soluzioni ideali capace di garantire maggiore flessibilità in uscita per tutti, ma ci sono ancora ostacoli da superare, dalla scarsa disponibilità di risorse economiche al blocco ancora da parte dell’Unione Europa ad ogni cambiamento sulle pensioni italiane. E questo li ha indotti a rinviare tutto probabilmente all’inizio dell’anno nuovo, quando si riprenderà a discutere di decreto previdenza Renzi, con misure di divisione di spesa assistenziale e previdenziale e tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, cumulo.

Continua a contestare le attuali norme pensionistiche il presidente della Commissione Lavoro Damiano, che dopo aver sempre continuato a rilanciare le sue proposte di uscita anticipata con quota 100, data dalla somma di età anagrafica ed età contributiva, e di quota 41, in modo da permettere a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età anagrafica. Ha aperto tempo fa a cambiamenti sulle pensioni anche il viceministro dell’Economia Morando, da sempre contrario a modificare le attuali norme previdenziali perché le uniche capace di garantire sostenibilità finanziaria all’Italia, purchè però si lavori a cambiamenti che non richiedono alcuna risorsa allo Stato.

Via libera, dunque, a novità purchè a costo zero e completamente a carico dei cittadini, autofinanziate. Anche il presidente dell’Inps Boeri continua a sostenere che sarebbe bene lavorare per cambiare la legge pensioni attuale ma con piani seri e universali e non parziali e destinati esclusivamente a determinate persone. Proprio per definire questa universalità, anche Boeri ritiene che si possa rimandare tutto per concentrarsi ora su misure urgenti e in un secondo momento esclusivamente sul capitolo previdenziale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il