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Pensioni novità e ultime notizie piani alternativi cercano la soluzione con l'utilizzo di sussidi senza toccare pensioni

Nessuna novità pensioni per anticipare l’uscita dal lavoro ma soluzioni alternative che potrebbero partire dall’erogazione dell’assegno universale, ma in quale forma? Le differenti versioni proposte




Ci si avvicina sempre più al tempo di presentazione della nuova Manovra Finanziaria, in programma il prossimo 15 ottobre, pian piano sembrano tramontare le speranze di vedere concretamente realizzate novità sulle pensioni, che possano modificare in maniera più flessibile i requisiti di accesso alla pensione finale, e le ultime notizie confermano una nuova strategia di lavoro del premier Renzi, che ha puntato la sua attenzione più che su cambiamenti pensionistici, su un nuovo piano di taglio delle tasse per imprese e famiglie, e soluzioni alternative per la previdenza.

Piuttosto che lavorare sulle modifiche dei requisiti pensionistici, infatti, si pensa di non cambiare nulla dell’attuale legge al momento, orientandosi maggiormente sull’erogazione dell’assegno universale modulato, così come vorrebbero premier Renzi e ministro dell’Economia Padoan, sul modello europeo. Nei Paesi europei in cui già esiste questa misura, viene erogato a coloro che restano senza lavoro e alle famiglie che dimostrano di essere in forte difficoltà economica e in alcuni casi è vincolato alla frequentazione di corsi di formazione e riqualificazione e alla ricerca di un lavoro.

Il problema è che, contrariamente all’intenzione ferma finora di voler dividere spesa assistenziale da spesa prettamente pensionistica, con questa modulazione dell’assegno universale si mischierebbero ancora previdenza e assistenza, perseverando nell’errore. Tra le necessità conclamate, infatti, tanto dal presidente dell’Inps Boeri quanto dal commissario per la spending review Gutgeld e dall’ex Cottarelli, c’è quella di dividere assistenza e spese previdenziali per rimettere in equilibrio il sistema previdenziale.
 
L’assegno universale mischierebbe assistenza e previdenza anche se venisse erogato secondo quanto proposto da Boeri e ministro del Lavoro Poletti: il presidente dell’Inps lo ha infatti proposto per gli over 55 che restano senza lavoro e non possono andare in pensione perché ancora lontani dal raggiungimento dei requisiti richiesti, mentre il ministro del Lavoro pur lasciando questa impostazione vorrebbe limitarlo a due anni e a chi dimostra di essere realmente alla ricerca di una nuova occupazione. Se regna totale confusione sui sistemi di uscita anticipata che ormai non saranno approvati a breve, è chiaro come anche sull’erogazione dell’assegno universale serve ancora definire dettagli precisi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il