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Pensioni novità e ultime notizie quota 101, quota 41, quota 100, assegno universale, staffetta questa settimana

La nuova Manovra Finanziaria non conterrà nulla su piani di quota 100, quota 101, quota 41, mini pensione, contributivo, staffetta generazionale, né sull’assegno universale. Possibili novità e intenzioni del governo




Chi si aspetta che nella nuova Manovra Finanziaria che sarà presentata giovedì prossimo 15 ottobre possano arrivare novità pensioni tali da permettere l’uscita anticipata a tutti già dal prossimo anno può tranquillamente disilludersi. Nella Manovra, infatti, non ci sarà alcun cambiamento pensionistico, né alcun accenno alla questione previdenziale. Nulla, dunque, per quota 100, data dalla somma di età anagrafica ed età contributiva, spinta da Parlamento, sindacati, Lega e minoranza Pd, quota 101 proposta dai sindacati, quota 41 come requisito contributivo e senza alcun limite di età anagrafica, mini pensione, contributivo, staffetta generazionale, né sull’assegno universale, che in questo periodo è tornato in discussione considerando che sono diverse le modalità che si vorrebbero approvare.

Il presidente dell'Inps Boeri, come noto ormai, lo ha proposto per gli over 55 che perdono il lavoro ma non hanno ancora i requisiti per andare in pensione, il ministro del Lavoro Poletti appoggia questa impostazione ma vorrebbe definire un limite temporale di erogazione dell'assegno per due anni ed esclusivamente agli over 55 che perdono il lavoro ma dimostrano di essere alla concreta ricerca di un'altra occupazione. Premier Renzi e ministro Padoan vorrebbero modularlo seguendo il modello europeo, cioè per tutte le famiglie meno abbienti e a condizione che si dimostri di essere impegnati in corsi di formazione o specializzazione o nella ricerca di un altro lavoro.

E l’approvazione dell’aggiornamento del Def da parte del Parlamento conferma il nulla di fatto, ancora una volta, impegnando di nuovo con una risoluzione il governo a prevedere soluzioni, cambiamenti e novità, esattamente come accaduto già lo scorso anno. E’ chiaro, quindi, che pur susseguendosi annunci e conferme non ci sono ancora le condizioni ideali per mettere a punto soluzioni condivise. Eppure la situazione economia italiana è in via di miglioramento: sono tornate a salire fiducia da parte di imprese e famiglie, il Pil ed è calato il debito pubblico.

Facciamo riferimento a questo quadro economico decisamente positivo ad oggi perché da sempre ministro dell’Economia Padoan, tecnici del Tesoro e la stessa Ue, contraria da sempre a cambiamenti pensionistici, hanno sempre dichiarato che per attuare novità per le pensioni sarebbe servito un quadro di costante crescita economica. Ma anche ora con questa condizione ideale realizzata non si farà nulla.

Piuttosto sembra che piani di quota 100, contributivo, mini pensione, staffetta generazionale e assegno universale potrebbero essere sostituiti da un nuovo fondo di povertà che il governo vorrebbe istituire, un bonus di soli 80-120 euro per ogni membro di famiglie indigenti con un Isee di 3mila euro annui. Alcuni ritengono che si tratti di una misura inutile, considerando che non apporterebbe alcun beneficio alle famiglie in difficoltà per la cifra irrisoria che riceverebbero. Più conveniente sarebbero a questo punto le modifiche sulle pensioni che riuscirebbero non solo a rilanciare l’occupazione giovanile, e di conseguenza produttività ed economia in generale, compresi i consumi, ma anche a risparmiare fondi derivanti dalle penalizzazioni imposte dai lavoratori che decidono di lasciare prima il lavoro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il