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Pensioni novità e ultime notizie tutte le indicazioni portano ad un decreto previdenza o legge Renzi universale

Si torna a parlare di decreto Renzi per novità pensioni dopo il probabile nulla di fatto che ci sarà nella prossima Manovra Finanziaria: situazione attuale e prospettive




Se la presentazione ufficiale della nuova Manovra Finanziaria potrebbe deludere le aspettative di quanti attendono di capire se e quali novità pensioni potrebbero esserci, ci si affretta comunque a definire nuovi tempi e piani di lavoro per cambiare l’attuale legge pensioni, vista l’urgenza di modificare i requisiti di uscita dal lavoro, troppo rigidi secondo moltissimi e che lo diventeranno ancora di più a partire dal primo gennaio 2016, quando l’età pensionabile per tutti salirà da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi per effetto del’adeguamento alla speranza di vita Istat. Considerando che sembrano svanire i progetti di lavoro sulle pensioni discussi in questi mesi, almeno per il momento, il premier Renzi sembra tornare ala sua vecchia strategia di lavoro.

Mesi fa, infatti, Renzi, insieme al presidente dell’Inps Boeri, aveva messo a punto un piano di lavoro sulle pensioni che partiva dal ricalcolo contributivo per tutti coloro che percepiscono pensioni elevate risultato ancora del vecchio sistema retributivo al ricalcolo delle pensioni d’oro dei politici, a interventi negativi e tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, cumulo, guerra, da cui ricavare nuove risorse economiche da poter utilizzare in un secondo momento per interventi positivi sempre sulle pensioni e per rimettere in equilibrio il sistema previdenziale italiano.

Nel piano di Renzi e Boeri rientrava anche la necessità di divisione di spesa assistenziale da spesa prettamente previdenziale. Renzi sembrava piuttosto convinto di seguire queste linee guida di lavoro sulle pensioni, poi a luglio aveva annunciato due interventi principali, aumento delle pensioni minime e piani di uscita anticipata per tutti, ma a distanza solo di poche settimane di nuovo silenzio sulla questione pensioni, fino a quando, verso la fine di agosto, è stata presentata la nuova proposta ibrida Renzi-Boeri , combinazione dei sistemi di mini pensione, quota 100 e contributivo, a costo zero per lo Stato.

Poi ancora un dietrofront con nuove intenzioni di lavoro annunciate dal premier Renzi per la definizione di una piano di taglio delle tasse per imprese e famiglie. Ma ora sembra si voglia tornare a lavorare sulle pensioni, quasi certamente ormai, dopo la Manovra Finanziaria e probabilmente con una legge delega, che è stata anche depositata in Parlamento, e che dovrebbe riunire tutte le proposte formulate per arrivare a soluzioni condivise e la cui discussione potrebbe concludersi in tempo brevi, rispetto magari ad un iter parlamentare che invece richiederebbe parecchio tempo di lavoro, e particolarmente richiesta da minoranza Pd e Commissione Lavoro.

A condurre le ipotesi di lavoro in questa direzione, la scarsa disponibilità di fondi ma anche la necessità di cambiare le norme attuali. Con la legge delega si potrebbero risolvere problemi ed errori nati dalla legge pensioni attuale, dall’aumento dei requisiti per l’uscita dal lavoro dal prossimo 2016, alla questione dei rimborsi ai pensionati stabilita dalla sentenza della Corte Costituzionale e modalità di erogazione per il 2016, alle ricongiunzioni onerose per chi vuole riunire tutti i contributi versati, alle discriminazioni, nel lungo periodo, di trattamenti pensionistici per le fasce di lavoratori che hanno iniziato a lavorare in tempi diversi, trovandosi nella categorie dei cosiddetti lavoratori misti o contributivi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il