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Pensioni novità e ultime notizie Legge Stabilità Ufficiale in Consiglio dei Ministri prima stesura Giovedì

Giovedì 15 ottobre si attende la presentazione della nuova Manovra Finanziaria: cosa aspettarsi sulle pensioni e possibili novità ancora in ballo




Occhi puntati su giovedì prossimo: il 15 ottobre è infatti il giorno tanto atteso per scoprire quali saranno novità e misure ufficiali contenute nella Manovra Finanziaria 2016. Milioni di persone attendono questa presentazione soprattutto per capire una volta per tutte se e quali potrebbero essere i cambiamenti pensionistici. Le ultime notizie non lasciano ben sperare ed è possibile prevede che non ci sarà nulla in merito, esattamente come già accaduto l’anno scorso quando dopo mesi di annunci e affermazioni, non è stato messo a punto alcun cambiamento pensionistico, rimandando tutto a questo ennesimo anno che si sta concludendo con un altro nulla di fatto.

L’unica apertura dimostrata finora è stata nei confronti della proroga del contributivo donna: fino a qualche settimana fa sembrava quasi in via di approvazione, poi ne sono stati proposti nuovi requisiti a partire dal 2016, alzando l’età di uscita dal lavoro delle donne, portandola dai 57 anni per le statali e 58 per le autonome a 62, 63 per tutte ma sempre con 35 anni di contributi, e non con la pensione calcolata con sistema contributivo e tagli del 25, 30% sull’assegno finale ma con tagli del 3% per ogni anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro.

Ma ad oggi anche la proroga del contributivo donna potrebbe essere a rischio dopo la nuova proposta del governo di istituire un nuovo fondo solidarietà e la questione dei rimborsi ai pensionati obbligatori dopo la sentenza della Consulta, situazioni che impiegherebbero anche quei 4 miliardi di euro che qualche giorno fa erano stati ipotizzati proprio per il contributivo donna. Le ultime notizie parlano, infatti, delle intenzioni del governo di istituire un fondo povertà che probabilmente non porterebbe alcun beneficio così come strutturato. Si tratta infatti di bonus da 80-120 euro per ogni membro delle famiglie indigenti, i beneficiari sarebbero i nuclei familiari con un Isee di 3mila euro annui, ma si tratta di una misura e una cifra talmente irrisoria da non risolvere certamente i problemi delle famiglie in difficoltà.
    
Agire sulle pensioni garantendo maggiore flessibilità porterebbe ben più vantaggi, dal rilancio dell’occupazione giovanile, a quello della produttività, all’aumento dei consumi interni, sia da parte dei giovani, che assunti avrebbero soldi a disposizione, sia per i lavoratori più anziani che con la pensione darebbero nuova spinta ai consumi. Ecco perché il fondo povertà si prospetta come un intervento relativo rispetto a quello sulle pensioni che, essendo tra l’altro a costo zero, così come richiesto dai tecnici del Tesoro e dallo stesso ministro dell’Economia, non richiederebbero risorse ulteriori allo Stato.

A questo punto è chiaro come tutto quasi certamente sarà ormai rinviato e la vera speranza èn che ci sia un impegno scritto attraverso una delega al governo con tempi precisi oppure iter parlamentare. Si tornerà, infatti, a parlare di pensioni dopo la Manovra Finanziaria, molto probabilmente l’anno prossimo e in tempi differenti, o con un decreto legge Renzi in cui affrontare la questione a 360 gradi tra divisione di previdenza e assistenza e interventi negativi, o con una legge parlamentare che, però, richiederebbe tempi lunghissimi, o con una legge delega, per cui il governo lavorerebbe esattamente come già fatto con riforma della P.A. e del Lavoro, formulando piani di lavoro condivisi e in tempi relativamente brevi.

Minoranza Pd e Commissione Lavoro sarebbero più orientati alla legge delega, che permetterebbe al governo di riunire tutte le proposte per formulare una soluzione condivisa nell’arco di 6-12 mesi, senza fare nulla adesso se non le risolvere le questioni più urgenti, dalla settima salvaguardia per gli esodati, al contributivo donna, ma anche ai quota 96 della scuola.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il