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Pensioni novità quota 101, quota 41, riforma cittadinanza, rinnovo contratti statali, riforma università: novità mercoledì oggi

Per sbloccare il contratto dei dipendenti pubblici il governo avrebbe intezione di stanziare circa 300 milioni di euro.




Anche le novità e ultime notizie aggiornate a oggi mercoledì 14 ottobre 2015 confermano come non ci sarà spazio per le novità sulle pensioni nella prossima manovra finanziaria almeno nel suo testo ufficiale presentato dall'esecutivo. Qualcosa, infatti, potrebbe cambiare con gli emendamenti

Pensioni. Sembra calare il sipario sul capitolo novità pensioni nell'ambito della manovra finanziaria. Il 15 ottobre saranno svelate le intenzioni del governo, ma stando alle ultime notizie, l'appuntamento con il cambiamento è destinato a slittare il prossimo anno. Tuttavia ci sono alcuni nodi ancora da sciogliere, come la proroga del contributivo donna oltre il 31 dicembre di quest'anno e su cui pende la scure di una class action, e il turn over generazionale tra giovani e anziani così da dare un po' di fiato ai lavoratori più anziani desiderosi di congedarsi e ridurre il tasso di disoccupazione in Italia. Potrebbe essere dato il via a una fase di sperimentazione per consentire il ritiro fino a due anni prima.

Allo studio ci sarebbe anche un fondo di solidarietà per le categorie più povere. A dire no ai cambiamenti sulle pensioni con la prossima manovra finanziaria è stato questa volta lo stesso Renzi, secondo cui solo quando i conti e i numeri saranno chiari sarà possibile intervenire, ma solo dal prossimo anno. La sua posizione, in realtà, fa seguito ai silenzi del ministro dell'Economia sulla questione previdenziale e alla cautela del presidente dell'Inps. Saltano così le varie ipotesi di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per andare in pensione, delle mini pensioni per consentire agli over 55, del ricalcolo dell'assegno per tutti con il metodo contributivo, della cosiddetta legge ibrida Renzi-Boeri.

Riforma università. Sono in arrivo in Italia 500 professori, italiani e stranieri, nelle università italiane. L'annuncio è dello stesso presidente del Consiglio che intende bandire un concorso nazionale per arginare la fuga di cervelli. Più in generale, le indiscrezioni degli ultimi giorni riferiscono dello stanziamento di circa 600 milioni di euro per riforme ad hoc nel campo dell'istruzione, anche accademica. La somma, parte della quale potrebbe servire per l'assunzione di giovani ricercatori, dovrebbe essere prevista già nella manovra finanziaria.

Contratti statali sblocco. Ammonterebbe a circa 300 milioni di euro la somma che il governo intende stanziare per sbloccare il contratto dei dipendenti pubblici ovvero per dare seguito alla sentenza dell'Alta Corte. Una cifra che viene considerata irrisoria dai sindacati poiché, secondo le loro prime stime, si tradurrebbe in un aumento di circa 8-10 euro lorde al mese. La stretta attualità riferisce invece che domani si riunisce l'Arana su mandato del ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, per ridurre da 11 a 4 dei comparti del pubblico impiego, così come prescritto dalla riforma Brunetta.

Riforma cittadinanza. Domani è il giorno del voto in Aula a Montecitorio delle nuove norme sulla cittadinanza. Va in soffitta lo ius sanguinis per lasciare il posto a un nuovo impianto che è un misto tra ius soli e ius culturae. In pratica si diventerà italiani nei casi di nascita in Italia e con almeno uno dei genitori residente legalmente nel nostro paese da 5 anni oppure nato anch'esso in Italia e residente legalmente da almeno un anno; di minore arrivato entro il dodicesimo anno di età e con la maturazione della frequentazione di un ciclo scolastico; di minore che ha almeno un genitore in possesso del permesso di soggiorno permanente riservato ai cittadini comunitari; e in via transitoria di superamento del limite di età di venti anni ma que in possesso dei requisiti richiesti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il