BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni novità e ultime notizie Legge Stabilità con emendamenti Pd, Lega, Fi, M5S nel lungo iter che durerà due mesi

Il dibattito sulle pensioni nell'ambito della manovra finanziaria sembra arenarsi sullo scoglio della copertura economica, ma qualche cambiamento è ancora possibile.




Giovedì 15 ottobre 2015 la manovra finanziaria arriva in Consiglio dei ministri per la sua approvazione. La novità dell'ultim'ora è l'esclusione di misure sulle pensioni. In realtà, quello di Matteo Renzi davanti alle telecamere di Che tempo che fa, non è stato un annuncio che ha stupito. Già da tempo le ultime notizie riferivano dell'impossibilità di prevedere cambiamenti per via dell'assenza di coperture economiche ovvero per la scelta di privilegiare altri ambiti. La manovra deve essere varata e trasmessa alle due Camere e poi a Bruxelles proprio entro il 15 ottobre, ma da lì il percorso per la definizione delle misure finale è ancora lunga e passerà da ritocchi e ripensamenti.

Ci sono infatti alcune questioni aperte che dovranno essere affrontate. Come il contributivo donna, ad esempio, cioè la possibilità di concedere il diritto alla pensioni a 57 anni e 3 mesi di età con 35 anni di contributi per le dipendenti o a 58 anni e 3 mesi per quelle autonome. Poi ci sono tutte quelle misure di razionalizzazione e di contenimento di sprechi e abusi che passano dai criteri per il cumulo e la reversibilità, dalle ricongiunzioni al trattamento previdenziale delle categorie speciali di lavoratori. E in qualche modo si tenterà di incoraggiare la staffetta generazionale nelle aziende italiane, permettendo l'uscita fino a due anni di anticipo e introducendo facilitazioni nel caso di sostituzione con un giovane disoccupato.

Tutte le altre misure ipotizzate in questi mesi di discussioni e confronti, saranno messe da parte per assenza di copertura economica. Dall'applicazione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per poter accedere al trattamento previdenziale all'introduzione delle cosiddette mini pensioni per favorire il ritiro con qualche anno di anticipo, dalla soluzione del part time per dare il via al turn over generazionale nei posti di lavoro e rilanciare competitività e produttività al ricalcolo di tutti gli assegni per tutti con il metodo contributivo fino ad arrivare alla cosiddetta soluzione ibrida immaginata dal presidente dal presidente dell'Inps e dal premier.

Il punto centrale è il decisionismo di Renzi che detta tempi e modi di approvazione dei provvedimenti. E a poco sembra servire l'opposizione interna al Partito democratico, più sensibile rispetto al tema delle pensione. Tra le soluzioni prospettate negli ultimi giorni c'è quella della legge delega, che vede favorevole anche la commissione Lavoro a Montecitorio, presieduta da un esponenente della sinistra dem, con cui assegnare al parlamento tempi certi per la definizione di cambiamenti sulle pensioni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il