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Pensioni novità Pd, Fi, M5S, Lega tra verità reale e emendamenti, riforma province, Isee, riforma tasse: novità mercoledì oggi

La reale verità sulle novità delle pensioni si capisce anche dagli emendamenti che saranno proposti dai partiti. Nel frattempo vari progetti vengono portati avanti.




AGGIORNAMENTO: Sarà lungo il percorso delle novità sulle pensioni sia in manovra finanziaria che più avanti nel cosidetto ddl sulle pensioni o previdenza che ci si aspetta venga fatto. Oggi mercoledì 14 Ottobre, confermato dalle ultimissime e ultime notizie, la Commissione dedicata si riunirà per iniziare a stabilire quali emendamenti portare avanti, ricordando che è già stato chiesto un parere tecnico vincolante entro dieci giorni ai Ministri sulla fattibilità del testo portato avanti da tutiti i partiti Pd, Lega, M5S, Fi che poi è quota 100 con alcune variabili. Proprio gli emendamenti, salvo soprese rispetto al testo ufficiale che domani sarà presentato, sono la speranza di chi attende cambiamenti. Principalmente saranno di tre tipologie ovvero la richiesta di alcuni metodi sperimentali a numero chiuso, l'impegno di una ddl o legge delega e la semplificazione dei ricongiungimenti e cumolo. Non crediamo sarà possibile andare oltre, perchè gli stessi partiti hanno votato il DEF che non prevede cambiamenti alle pensioni e nelle affermazioni solo di 4-5 giorni fa (smentendo quelle di ieri e lunedì) importanti membri tecnici e politici hanno parlato come fosse meglio cercare di rivedere e cambiare le pensioni con un provvedimento legislativo ad hoc e non all'interno della manovra. Questa è, dunque, la reale verità, che quasi sicuramente è già concordata, visto i voti ottenuti, con l'esecutivo.

 

Dopo la presentazione di giovedì delle novità della Manovra Finanziaria 2015 potrebbero arrivare emendamenti per questioni urgenti per pensioni ed anche per la revisione della staffetta generazionale. Intanto le ultime notizie confermano possibili modifiche per il regime dei minimi delle partite Iva mentre è previsto per domani un nuovo sul ddl Boschi e le misure sul federalismo.

Pensioni: Giovedì 15 ottobre sarà presentata la nuova Manovra Finanziaria, ma il percorso di approvazione finale è ancora decisamente lungo, tra iter tra Camera e Senato e gli emendamenti che molto probabilmente saranno presentati dai diversi partiti politici per modificarne alcune norme e risolvere alcune questioni più urgenti, come il contributivo donna e alcune modifiche che si sarebbero potute tranquillamente già fare, come rivedere le ricongiunzioni onerose facendole diventare a costo zero o quelle di cumolo. Nulla però sembra si farà per le pensioni, né per quanto riguarda le possibilità di uscita prima né per quanto riguarda la revisione di determinate norme. Tra le discussioni postume la presentazione della nuova Manovra il meccanismo della staffetta generazionale, ma rivisto, possibile solo per i più anziani, cui mancano solo due anni al raggiungimento della pensione finale, e che potrebbero ridurre l’orario di lavoro con i contributi che verrebbero pagati in parte dall’azienda e in parte dallo Stato. L’azienda non sarà obbligata all’assunzione di nuovi giovani ma considerando gli incentivi previsti che riceverebbe certamente il meccanismo del rilancio dell’occupazione giovanile, e quindi della produttività, potrebbe essere assicurato. Il vero problema resta comunque la posizione del premier Renzi e l’abitudine, ormai conclamata, di decidere in gran parte delle situazioni da solo, anche se, come emerge dalle notizie degli ultimi giorni, al momento tanto gli esponenti più di spicco del governo, quanto lo stesso presidente dell’Inps Boeri, sembrano tutti d’accordo nel voler rimandare ogni discussione e decisione sulle pensioni. Lo affermano i tecnici del Tesoro, nella speranza che si riescano a far quadrare meglio i conti, lo sostengono le diverse forze politiche, alla ricerca di una soluzione condivisa da tutti e universale per tutti, in modo da non creare ancora discriminazioni tra le diverse categorie di lavoratori.

Riforma federalismo: Si torna a parlare di federalismo e si riparte dal ddl Boschi che, con l’approvazione degli ultimi emendamenti, dovrebbe essere votato domani martedì pomeriggio in Senato. Al testo sono state apportate a Palazzo Madama diverse modifiche, dal compromesso sulle modalità di elezione dei futuri senatori che dovrà avvenire ‘in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri regionali in occasione del rinnovo dei medesimi organi’, a due novità per il federalismo, vale a dire i costi standard e la devolution, cioè la possibilità di attribuire alle regioni, che ne facciano richiesta e che abbiano il bilancio in equilibrio, ulteriori forme e condizioni di autonomia su un ventaglio di materie che va dai giudici di pace alla formazione, dal welfare al commercio estero.

Isee: Il nuovo Isee sta creando non pochi problemi agli studenti universitari che chiedono borse di studio, assegni di accompagnamento, sussidi. Il problema nasce dal fatto che l’Isee dovrebbe permettere di accedere a borse di studio e all’assegno per la disabilità, ma si sono verificati diversi paradossi e chi, per esempio, ha chiesto quest’anno nuovamente la borsa di studio se l’è vista negare pur avendo lo stesso reddito dell’anno scorso, perché nel calcolo del reddito è rientrata anche la borsa studio già erogata che quindi ne ha alzato il valore. Nel calcolo dell’Isee 2015, dunque, rientrano tutte le entrate della famiglia, comprese quelle però esenti da tasse e cioè, appunto, anche gli assegni per i disabili e le borse di studio. Ed ecco  il paradosso: ad esempio, una famiglia con due figli con borse di studio potrebbe perdere le borse di studio perché raggiunge un certo reddito grazie alle stesse borse di studio. Insieme all’Isee, inoltre, è stato introdotto un secondo criterio, l’Ispe, che considera il patrimonio immobiliare della famiglia secondo i criteri dell’Imu e non dell’Ici. Ciò significa che avere una casa di proprietà diventa più pesante ai fini dell’assegnazione delle borse e molti sono rimasti fuori solo perché il loro stato di famiglia risulta associato a un genitore con una casa, anche se magari con un reddito minimo.

Riforma Partita Iva: La Manovra Finanziaria che si avvia ad essere presentata giovedì prossimo 15 ottobre dovrebbe contenere novità anche per le partite Iva. Tra le varie ipotesi, l’idea di una legge delega (parte integrante della Manovra) per tutelare maggiormente i lavoratori autonomi e riformare il regime dei minimi. Considerando infatti che il nuovo regime dello scorso anno non ha riscosso particolare ‘successo’, l’intenzione è quella di ritornare al vecchio regime dei minimi, vale a dire abbassare la soglia della percentuale dal 15 al 5% per coloro che hanno redditi annui fino a 30mila euro. L’imposta fissa pari al 5% e coprirà l’Irpef e addizionali, Irap e Iva, per i primi 3 o 5 anni, tempo ancora da definire, per poi passare al 15%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il