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Pensioni novità e ultime notizie dubbi su staffetta e contributivo donna, no ufficiale quota 100, mini pensioni

Tramontante quasi definitivamente le speranze di vedere novità pensioni nella Manovra Finanziaria presentata giovedì prossimo: le questioni però ancora aperte




Se sembrano tramontate le speranze di poter vedere approvata qualche novità pensioni su quota 100, mini pensione, contributivo, assegno universale nella prossima Manovra Finanziaria, pronta ad essere presentata giovedì prossimo 15 ottobre, le ultime notizie confermano che vi sono situazioni che restano ancora aperte, dalla revisione della staffetta generazionale alla proroga del contributivo donna. Ma regna molta incertezza anche su queste misure all’indomani della conferma da parte dello stesso premier Renzi, intervenuto ieri sera alla trasmissione di Fabio Fazio su Rai Tre ‘Che tempo che fa’, sul nulla di fatto per le pensioni.

Non si tratta, tuttavia, di una sorpresa, considerando che da giorni il ministro dell’Economia Padoan, con il suo silenzio sulla questione previdenziale, poi il presidente dell’Inps Boeri, che ha dichiarato come sarebbe stato meglio aspettare ancora per la revisione sistematica dell’attuale legge pensioni, avevano fatto capire che non vi era alcuna possibilità di cambiamento imminente.

Eppure resta aperto il capitolo staffetta generazionale facoltativa per i lavoratori più anziani cui mancano due anni alla maturazione dei requisiti necessari per accedere alla pensione finale e che potrebbero scegliere una riduzione dell’orario di lavoro con contributi previdenziali che continuerebbero ad essere pagati in parte dallo Stato e in parte dall’azienda che non sarebbe obbligata ad assumere nuovi giovai al posto dei lavoratori più anziani che scelgono la staffetta ma che verrebbe incoraggiata a farlo dagli incentivi alla produttività previsti, a tutto vantaggio del rilancio dell’occupazione giovanile.

Aperto, ancora, anche il capitolo della proroga del contributivo donna che dal primo gennaio 2016 potrebbe veder cambiati i requisiti e permettere l’accesso alla pensione prima alle donne anzicchè a 57 anni per le statali e a 58 per le autonome, a 62, 63 anni sempre con 35 anni di contributi ma non più con calcolo dell’assegno finale interamente calcolato con metodo contributivo, con un taglio dunque del 25, 30% sulla pensione,bensì con una penalizzazione del 3% per ogni anno di anticipo in cui si decide di andare in pensione. Questi due capitoli potrebbero essere protagonisti di discussioni postume alla presentazione ufficiale della nuova Manovra.
 
Intanto, è possibile che al posto di piani di quota 100, contributivo, mini pensione, arrivi un nuovo fondo di povertà, da molti considerata una misura inutile e senza senso, considerando che dovrebbe prevedere un bonus di soli 80-120 euro per ogni membro delle famiglie indigenti e i beneficiari sarebbero i nuclei familiari con un Isee di 3mila euro annui. E’ chiaro, dunque, come non influirebbe più di tanto sul miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie in difficoltà e non porterebbe quei vantaggi assicurati invece dai piani prepensionamento che non solo rilancerebbero l’occupazione giovanile, e quindi la produttività, ma permetterebbero di accumulare nuovi risparmi, sul lungo periodo, derivanti dalle penalizzazioni imposte dai piani di uscita prima a carico di ogni lavoratore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il