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Pensioni novità e ultime notizie iter Legge Stabilità durerà due mesi con cambiamenti tra quota 100, mini pensioni, staffetta

Tutto al momento rimandato sulle novità pensioni: nel 2016 si tornerà a discuterne eppure l’iter di approvazione della nuova Manovra è ancora piuttosto lungo. Prospettive e cosa aspettarsi




Sarà presentata solo tra qualche giorno, giovedì 15 ottobre, la nuova Manovra Finanziaria che tra novità e revisione di tasse per imprese e famiglie, proroga del bonus ristrutturazioni e mobili anche il 2016 e novità per il regime dei minimi per i titolari di Partite Iva, non dovrebbe contenere alcun cambiamento per le pensioni. Le ultime notizie confermano questa strada di ‘nulla’ in merito da parte del governo: è stato, infatti, proprio il premier Renzi a confermarlo, ieri sera, ospite di ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio. Ogni speranza di riuscire a vedere finalmente realizzate modifiche pensionistiche sembra dunque tramontare anche se, dopo la presentazione di giovedì, l’iter di approvazione definitiva della Manovra, tra passaggi tra Camera e Senato, e gli emendamenti che saranno certamente presentati per chiudere le questioni più urgenti, sarà decisamente ancora molto lungo.
 
I diversi partiti politici si preparano infatti a presentare nuovi emendamenti per le partite ancora aperte ma urgenti da chiudere, dalla proroga del contributivo, al meccanismo della staffetta generazionale, rivisto, ma anche alla revisione del cumulo delle pensioni e delle ricongiunzioni da portare a costo zero. Per quanto riguarda la revisione del meccanismo della staffetta generazionale, la nuova possibilità è quella di permettere il passaggio all’orario di lavoro ridotto ai lavoratori più anziani a cui mancano solo due anni per andare finalmente in pensione e i contributi previdenziali mancanti verrebbero in parte pagati dallo Stato e in parte dall’azienda che, pur non essendo obbligata ad assumere nuovi giovani, riceverebbe comunque grossi incentivi per la produttività, contribuendo dunque al rilancio dell’occupazione giovanile.

Il vero problema sarebbe il problema decisione del premier Renzi: come già accaduto con le nuove norme sul Lavoro, Renzi ha dimostrato di poter andare avanti anche da solo con le decisioni più importanti, ma rimandando ogni novità sulle pensioni a febbraio 2016 ha in realtà confermato quanto negli ultimi giorni hanno lasciato intendere il ministro dell’Economia Padoan, che da tempo tace sulla questione previdenziale, e il presidente dell’Inps Boeri, che ha spiegato come sia meglio rimandare ogni lavoro di modifica e revisione della legge pensionistica attuale fino a quando non sarà chiaro il quadro delle eventuali risorse economiche disponibili da impiegare.

Anche i tecnici del Tesoro, dal viceministro dell’Economia Morando al sottosegretario Baretta, sono d’accordo sul piano di rimandare ancora ogni lavoro sulle pensioni, sostenendo la posizione del presidente dell’Inps in merito alla verifica delle disponibilità di fondi da impiegare ma anche per un necessario punto di incontro da trovare tra le diverse soluzioni proposte dalle diverse forze politiche nel corso di questi mesi, e valide per tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il