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Pensioni novità e ultime notizie cambiamenti realizzabili fuori dalla politica con Regioni, Ue e tribunali. Alcuni già fatti

Non ci sarà alcuna novità pensioni nella prossima Manovra Finanziaria e le uniche modifiche potrebbero arrivare da Regioni e Tribunali: chi interessano e cosa prevedono




Le ultime notizie confermano che la nuova Manovra Finanziaria non dovrebbe prevedere alcuna novità sulle pensioni e tutto dovrebbe essere rimandato al prossimo febbraio 2016. Le uniche modifiche potrebbero arrivare esclusivamente da Regioni, Tribunali e Unione Europea, alcuni dei quali si stanno già muovendo. Tre le recenti nuove ipotesi, quella di un decreto legge Renzi in cui il premier affronterebbe la questione a 360 gradi tra previdenza e assistenza e interventi negativi, su baby pensioni, prensioni di reversibilità, invalidità, cumulo, necessari per recuperare risorse economiche, da impiegare poi per interventi positivi sempre sulle pensioni, e per rimettere in equilibrio il sistema previdenziale italiano.

Altra ipotesi è quella di una legge parlamentare che, però, richiederebbe tempi lunghissimi, tra passaggi tra Camera e Senato, ma si potrebbe lavorare anche con una legge delega, per cui il governo lavorerebbe esattamente come già fatto con riforma della P.A. e del Lavoro, e in questo caso i tempi sarebbero decisamente ridotti rispetto all’iter parlamentare, con il vantaggio di dover formulare ipotesi di lavoro uniche e condivise da tutti. Intanto, si attende dal tribunale di competenza l’esito della class action avviata per il contributivo donna, mentre dalle Regioni arrivano già i primi esempi di modifica dell’attuale legge pensionistica.

Per esempio, in Piemonte il presidente Chiamparino ha proposto un piano di anticipo della pensione per gli over 50 cui mancano pochi anni al raggiungimento della pensione che riceverebbe un prestito che, una volta maturati i requisiti richiesti, dovrà essere restituito in parte per rimpinguare  nuovamente il fondo. In Sicilia è stato, invece, approvato il piano quota 100 per i dipendenti in esubero della Regione; mentre la Calabria ha dato il via ad uno scivolo di accompagnamento alla pensione per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato della Regione che, fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, prevede l’erogazione di un’indennità in cambio dell’uscita dal lavoro e della creazione di nuovi posti di lavoro per i più giovani.

In Friuli Venezia Giulia, come già accaduto in Molise e a Trento, la presidente Serracchiani ha deciso di introdurre l’assegno universale, prevedendo l’erogazione di 550 euro al mese per un massimo di due anni a chi è residente nella Regione da almeno due anni e ha un Isee inferiore ai 6.000 euro annui. Ma per richiedere l’assegno la condizione è quella di sottoscrivere un Patto d’inclusione che può prevedere formazione, ricerca lavoro e attività socialmente utili.

E il presidente della Regione Lombardia Maroni ha già annunciato l’istituzione dell’assegno universale per i lombardi entro la fine dell’anno. In particolare la Lombardia sta mettendo a punto un piano di sostegno per le famiglie più povere e in difficoltà che prevederebe cinque misure in particolare, abolizione del ticket sanitario, un bonus bebè tra 800 e 1000 euro dal secondo figlio in poi, un contributo da 800 euro per pagare l’affitto, un voucher da 400 euro al mese per un anno ad anziani e disabili e un contributo da 300 euro al mese per sei mesi ai disoccupati. L’attesa cresce in questo senso, anche perché la misura dell’assegno universale è l’unica modifica che l’Ue sosterebbe, come da sempre ribadito, soprattutto perché si tratta di una norma già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei e che manca solo in Italia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il