BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni novità e ultime notizie quota 101, quota 41, Legge Renzi-Boeri rilanciate con cambiamenti per tutti e importanti

Il premier Renzi è tornato a parlare di pensioni annunciando di riprendere il lavoro su eventuali novità nei prossimi mesi: strategie, prospettive e obiettivi




Il premier Renzi è tornato a parlare di pensioni annunciando di riprendere il lavoro su eventuali novità nei prossimi mesi. E le ultime notizie confermano che si lavorerà su ogni misura al vaglio in collaborazione con l’Inps. Sembra, dunque, un ritorno all’iniziale strategia di lavoro del premier quando aveva annunciato novità sostenute e appoggiate anche dal presidente dell’Inps Boeri. Insieme potrebbero riprendere quel piano di tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, cumulo, reversibilità, per recuperare nuove risorse economiche da investire poi in successivi cambiamenti positive per modifiche flessibili alle pensioni, insieme al piano di divisione di spesa assistenziale e spesa prettamente previdenziale, sostenuta anche dal commissario per la spending review Gutgeld e dall’ex Cottarelli.

Ma non solo: il progetto potrebbe essere quello di lavorare alla definizione di una legge delega che potrebbe comprendere una soluzione universale e condivisa da tutti e da far approvare in breve tempo. Potrebbe rientrarvi quella nuova legge ibrida Renzi-Boeri, mix dei piani di quota 100, mini pensione, contributivo, che permetterebbe di andare in pensione a 62, 63 anni con tagli del 3% per ogni anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro.

I tagli verrebbero, tuttavia, alleggeriti dall’erogazione di una mini pensione che, essendo una sorta di prestito, dovrà poi essere restituita dal lavoratore una volta maturati i normali requisiti pensionistici richiesti e quando inizierà a percepire la sua normale pensione finale che sarà calcolata esclusivamente sulla base dei contributi realmente versati durante la propria attività lavorativa. Ma non solo: al vaglio ci sarebbero anche altre proposte.

Dall’uscita con quota 101, proposta dai sindacati per la pensione con 60 anni di età e 41 di contributi, a quella con quota 41, avanzata dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, che chiede la possibilità per tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età anagrafica, proposta che sarebbe particolarmente vantaggiosa per i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età. In realtà, le proposte di modifica dell’attuale legge pensioni sarebbero anche di più, il problema resta sempre quello delle coperture.

Pur riprendendo la questione all’indomani della presentazione della nuova Manovra Finanziaria resterebbe, infatti, sempre il problema del reperimento di quelle risorse economiche necessarie per garantire a tutti risposte alle richieste di cambiamento finora avanzate. Probabilmente saranno sempre privilegiati quei sistemi che risultano a costo zero per lo Stato, in modo da non andare ad intaccare i conti pubblici, permettendo al tempo stesso di rendere più flessibili i requisiti di uscita dal lavoro.  

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il