Venduta Telecom cosa ne farà Pirelli della liquidità ricavata ?

Al di là di questi fattori di incertezza, però, la situazione appare positiva: la Pirelli torna a concentrarsi sul proprio core business, le gomme, un settore che sta andando bene.



Con il passare delle ore il profilo della nuova cassaforte di controllo di Telecom Italia si fa più chiaro.

In primo luogo il diritto di prelazione tra soci italiani prevale su quello di Telefonica. Assicurazioni Generali possiederà il 28,1%, Intesa Sanpaolo il 10,6%, Mediobanca il 10,6%, Sintonia l’8,4% e Telefonica il 42,3%. Se per esempio la società dei Benetton deciderà di scendere di qualche punto nell'azionariato, gli altri azionisti italiani potranno comprare prima di Telefonica.

Inoltre 'la governance sarà articolata secondo criteri di proporzionalità: prevede maggioranze qualificate, il cui raggiungimento implica anche l'assenso di Telefonica, relativamente a talune specifiche operazioni di particolare rilievo'.

Per quanto riguarda il prezzo, gli italiani fanno sapere che 4,1 miliardi di euro è un valore 'provvisorio, dovendosi tenere conto della posizione finanziaria netta di Olimpia alla data di perfezionamento dell'operazione'. Insomma per conoscere il prezzo definitivo occorrerà aggiornare il valore del debito da stornare.

Il mercato risponde con cautela e il titolo Telecom Italia viaggia sostanzialmente in parità, dopo le perdite dei giorni scorsi.

Chi invece ci rimette è Pirelli, che lascia sul terreno lo 0,85% attestandosi a quota 0,91 euro, nonostante l'indicazione di Societe Generale, che alza il proprio target price sulla Bicocca da 1,02 a 1,05 euro.

A pesare sul titolo, secondo un analista di una nota sim milanese, sono le incertezze legate all'uso che Pirelli farà degli incassi legati alla cessione di Olimpia. In cassa dovrebbero entrare circa 3,3 miliardi (l'80% di 4,1 miliardi). Con questi fondi Pirelli potrebbe decidere di ritornare in possesso di quel 38,9% di Pirelli Tyre ceduto alle banche nel luglio scorso, per fare cassa, per 740 milioni di euro.

Oggi però il valore di mercato di quelle azioni è sensibilmente più alto e la Bicocca potrebbe essere costretta a tirare fuori 1,08 miliardi di euro.

Con questa operazione, dunque, avrebbe bruciato poco meno di 350 milioni di euro. Potrebbe anche darsi, spiega la fonte, che ci sia qualche accordo non pubblico per il rientro della società guidata da Marco Tronchetti Provera in Pirelli Tyre a prezzi inferiori a quelli di mercato, ma è probabile che non sia così.

Al di là di questi fattori di incertezza, però, la situazione appare positiva: la Bicocca torna a concentrarsi sul proprio core business, le gomme, un settore che sta andando bene. E si mette alle spalle la fallimentare esperienza di Telecom strappando un prezzo che limita le perdite, che erano potenzialmente maggiori considerando le attuali condizioni di mercato. Questo spiegherebbe l'indicazione di Societe Generale

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il