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Pensioni novità e ultime notizie riunione Commissione per emergenza pensioni su quota 100, staffetta, mini pensioni

In vista della presentazione della nuova Manovra Finanziaria si prospetta una nuova riunione della Commissione Lavoro domani: novità pensioni ancora possibili?




Mentre sembra ormai confermato che nella nuova Manovra Finanziaria che verrà presentata giovedì 15 ottobre non dovrebbe rientrare alcuna novità pensioni, il premier Renzi proprio ieri ha annunciato che ci si rimetterà a lavoro sulle modifiche all’attuale legge pensioni nei prossimi mesi, in stretta collaborazione con l’Inps, ma le ultime notizie parlano di una nuova riunione in extremis della Commissione Lavoro in programma per domani 14 ottobre. Al centro della discussione l’emergenza pensioni e la necessità di cambiamenti anche minimi ma che servirebbero per risolvere le questioni più urgenti.

In discussione, ancora una volta, la revisione dei requisiti per l’accesso alla pensione anticipata, la settima salvaguardia, le agevolazioni fiscali per i lavori di cura, e le soluzioni contenute nel testo unico sulle diverse proposte di uscita con quota 100, messo già a punto dalla Commissione e per cui sono stati chiesti pareri ai Ministeri competenti. Diversi esponenti politici dimostrano dunque ancora la necessità e l’urgenza di cambiare le pensioni attuali, nonostante altri, compresi i tecnici del Tesoro e il presidente dell’Inps Boeri, abbiano chiaramente detto come sia più prudente rimandare tutto, soprattutto a causa della scarsa disponibilità di risorse economiche.

Eppure al centro della discussione previdenziale continuano ad esserci quei piani che permetterebbero di rivedere i requisiti di accesso alla pensione rendendoli meno restrittivi rispetto a quelli previsti attualmente, da piano di quota 100 a mini pensione, contributivo, staffetta generazionale ma anche nuova legge ibrida Renzi-Boeri, mix dei meccanismi di quota 100, mini pensione e contributivo e del tutto a costo zero per lo Stato.

Questo dimostra come le intenzioni del governo siano ancora quelle di cambiare le norme oggi in vigore ma resta sempre e comunque da risolvere il problema delle coperture. Tempo fa i tecnici dell’Economia, per la prima volta, hanno aperto a modifiche pensionistiche, a condizione che fossero a costo zero per lo Stato e autofinanziate e ognuno di questi meccanismi, in realtà, lo sarebbe perché, nonostante un primo impiego di fondi, prevede penalizzazioni a carico del lavoratore che andrebbero a bilanciare le risorse inizialmente spese, permettendo addirittura, sul lungo periodo, anche risparmi che potrebbero diventare notevoli.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il