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Pensioni novità e ultime notizie cambiati con metodi sperimentali quota 100, contributivo, staffetta in Legge Stabilità

Staffetta ibrida, nuova legge ibrida Renzi-Boeri e proroga contributivo donna le misure sperimentali ancora in discussione per novità pensioni




Nonostante si dica da giorni ormai che nella Manovra Finanziaria non ci sarà alcuna novità pensioni, aumentano le richieste di inserire cambiamenti che riescano, quanto meno, a chiudere le questioni più urgenti. E proprio in vista della presentazione della Manovra e con l’obiettivo di inserivi modifiche minime domani, mercoledì 14 ottobre, la Commissione Parlamentare si riunirà nuovamente per definire le emergenze pensioni da chiudere nel più breve tempo possibile.

Il motivo di tanto impegno, come confermano le ultime notizie, è quello non solo di modificare una legge che di fatto ha creato non pochi problemi a pensionandi e lavoratori ma anche di dare risposte concrete e positive ai cittadini che attendono modifiche pensionistiche ormai da tempo. Tra le misure sperimentali che potrebbero essere discusse, la nuova staffetta ibrida che permetterebbe ai lavoratori più anziani, cui mancano due anni dal raggiungimento dei requisiti pensionistici fissati, di ridurre l'orario di lavoro, ma con i contributi previdenziali che continuerebbero ad essere pagati in parte dallo Stato e in parte dalle aziende.

Queste ultime poi, pur non essendo obbligate secondo le norme ad assunzioni di nuovi giovani, riceverebbero grossi incentivi alla produttività, che servirebbero automaticamente per il rilancio dell’occupazione giovanile. Atro sistema sperimentale sarebbe la cosiddetta legge ibrida Renzi-Boeri, mix di piani di quota 100, mini pensione e contributivo, che sarebbe a costo zero per lo Stato, del tutto a carico dei cittadini, senza dimenticare poi la proroga del contributivo donna, ancora in fase sperimentale e che dal 2016 potrebbe vedere rivisti anche i suoi requisiti.

Se, infatti, con il contributivo attuale si può andare in pensione a 57 anni per le statali e a 58 per le autonome, con 35 anni di contributive e accettando una pensione ridotta, del 25, 30%, calcolata interamente con sistema contributivo e non più con il vantaggioso retributivo, i nuovi requisiti richiederebbero l’uscita a 62, 63 anni, sempre con 35 anni di contributi, e tagli però del 3, 3,5% per ogni di anticipo in cui si lascia il lavoro senza subire cioè quel taglio enorme del calcolo contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il