Ségolène Royal ha giocato tutte le sue carte nel faccia a faccia tv con Sarkozy. E potrebbe vincere.

Ora, potrebbe anche farcela; o, almeno, ha dimostrato - giacché più volte questo le era stato chiesto dagli stessi uomini del suo partito - di essere all'altezza di ricoprire la carica di Presidente della Repubblica



Ora, potrebbe anche farcela; o, almeno, ha dimostrato - giacché più volte questo le era stato chiesto dagli stessi uomini del suo partito - di essere all'altezza di ricoprire la carica di Presidente della Repubblica: Ségolène Royal, in questo lunedì 2 di maggio, ha giocato tutte le sue carte nel confronto televisivo con il candidato conservatore Nicolas Sarkozy, per invertire la tendenza nell'intenzione di voto che la vedrebbe, sia pure in recupero, ancora sfavorita nel ballottaggio per le presidenziali francesi in programma il prossimo 6 di maggio.

Non è possibile dire se e in quale misura questo abbia spostato il tanto ambito elettorato di centro, rimasto orfano di candidato al secondo turno; però è certo che la candidata socialista ce l'abbia messa tutta per convincere i molti che sarebbero ancora indecisi sul voto (si valuta siano circa il 20% degli elettori di François Bayrou al primo turno), tenendo testa al suo avversario - che, per l'occasione, sfoggiava un'immagine insolitamente mansueta nei comportamenti e moderata nei toni - in maniera brillante, con passione e fermezza.

Il confronto è stato serrato e incalzante; i temi affrontati quelli della sicurezza (lotta alla criminalità e bilancio del Governo), della riforma delle istituzioni e della democrazia (quanto cioè va sotto il titolo di riforma della V Repubblica), dell'occupazione (dialogo sociale, 35 ore, salario minimo e progressione nella carriera) del welfare (ed in particolare delle pensioni e della fiscalità), dell'energia (di quella nucleare e delle energie alternative), del sistema educativo e della famiglia (percorsi formativi, obbligatorietà, insegnanti di sostegno), dell'Europa e delle questioni internazionali (con particolare riguardo al futuro della Costituzione europea e all'entrata della Turchia nella UE); le posizioni dei due contendenti, quelle note. Infine, gli appelli al voto: con Sarkozy a ribadire di volersi battere per una Francia che ritrovi la propria identità contro la crisi morale che l'attanaglierebbe e Royal ad esaltare la novità nella scelta di una donna presidente, per una politica efficace e concreta al servizio della Francia, nella lotta contro tutte le forme d'insicurezza sociale.

Già il giorno prima, a Parigi, in occasione del 1 Maggio, festa del lavoro, era stata vista una Royal molto più determinata e sicura, consapevole della partita in gioco, arringare una folla di oltre 50.000 persone contro la pretesa di 'liquidazione' del Maggio '68 avanzata da Sarkozy, e difendere le conquiste che da quella stagione di lotte si ebbero, specie per le donne, dalla contraccezione all'interruzione volontaria di gravidanza.

Qualche giorno prima, vi era stato il tanto atteso - e osteggiato dal suo avversario nella corsa all'Eliseo - incontro tra Royal e Bayrou. In un albergo della capitale, i due si erano confrontati su tutta l'agenda politica, per evidenziare i punti in comune e le differenze nei programmi.

Ne era emersa una visione della società non dissimile ed un analogo punto di vista nella riforma delle istituzioni politiche e della democrazia, come pure una dissonanza in materia economica e d'intervento dello Stato nell'economia.

Anche in quell'occasione, Bayrou - impegnato nel suo progetto di costruzione di una nuova forza di centro - aveva scelto di non indicare alcuna consegna di voto per il secondo turno al proprio elettorato.

Il grande sconfitto del primo turno, Jean-Marie Le Pen, invece, lanciava la parola d'ordine ai suoi elettori di astenersi in massa dal voto, il prossimo 6 di maggio.

Proprio nella capitale del Rodano, di quello che cioè una volta era stato un importante forziere di voti per il Fronte Nazionale, a Lione, Royal aveva aperto la sua campagna elettorale per il secondo turno. Il consenso a Le Pen, al primo turno, era passato dal 15% (ottenuto nelle presidenziali del 2002) al 6,5%.

Ora sarebbero Sarkozy e Royal a contendersi il voto delle classi medie e popolari, con una prevalenza del primo sulla seconda, ma con punte d'eccellenza per la candidata socialista in alcuni quartieri, quelli cosiddetti più 'sensibili', della città e della periferia metropolitana.

E, a proposito di periferie di grandi città, proprio dalle banlieue parigina verrebbe qualche motivo di preoccupazione sulle possibili reazioni che potrebbero suscitarsi se Sarkozy vincesse il secondo turno per le presidenziali. La candidata socialista qui è stata votata con oltre il 60% dei consensi ed il candidato dell'UMP - di cui i giovani immigrati non riescono a dimenticare né gli insulti, né i mezzi adoperati nella soppressione della rivolta del 2005 - è visto come 'il candidato della polizia', come il principale responsabile dell'atteggiamento delle forze dell'ordine.

Il risultato finale, dunque, non è ancora deciso. Già il fatto che una donna sia giunta, per la prima volta, alle soglie dell'Eliseo rappresenta in sé un fatto rilevantissimo per la Francia, un paese all'avanguardia in Europa nel riconoscere il suffragio universale maschile (nel 1848) e tra gli ultimi ad acquisire il diritto di voto per le donne (solo nel 1944 e per un'ordinanza del Generale Charles de Gaulle), con una scarsa presenza femminile nelle istituzioni parlamentari (buona, invece, nei consigli municipali e regionali) e dove i partiti - segnatamente l'UMP e l'UDF - preferiscono pagare multe salate, piuttosto che promuovere la partecipazione femminile nelle competizioni elettorali.

Comunque, la novità rappresentata da Ségolène Royal ha già prodotto alcuni risultati importanti: il Partito Socialista è tornato ad essere la seconda forza del paese, il confronto politico ha ridotto considerevolmente il peso dell'estrema destra francese e, soprattutto, sembra essere rinata, in Francia, la passione per la politica e la partecipazione democratica

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il