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Pensioni novità ultime notizie posizioni convergenti su cosa fare Renzi, Boeri, Padoan, Poletti e Lega, Pd, Forza Italia, M5S

Fino al varo della versione definitiva della manovra finanziaria potrebbero essere proposti emendamenti correttivi sulle pensioni.




Le speranze di vedere novità sulle pensioni nella prossima manovra finanziaria sono ridotte al lumicino. A parte qualche cambiamento marginale e non più rinviabile, la questione previdenziale sarà accantonata. Il premier giustifica l'inerzia con l'assenza di chiarezza sulle cifre e sulla portata dei provvedimenti suggeriti per togliere rigidità alle regole attuali. Sulla sua posizione si sono evidentemente allineati sia il ministro dell'Economia e sia quelle del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nulla di nuovo verrebbe da dire, anche ricordando il documento di preparazione alla manovra che ha contenuto alcun riferimento alle pensioni.

Anche il parlamento, nonostante le proposte avanzate a vario titolo dal Movimento 5 Stelle, come l'assegno universale, da Forza Italia come l'innalzamento delle pensioni minime, dalla Lega come la cancellazione totale dell'attuale legge previdenziale, dalla sinistra del Partito democratico, come il congedo a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8%, si è adeguato all'immobilismo. A parte la protesta delle organizzazioni sindacali, l'assenza di novità sulle pensioni passerà la prova della manovra finanziaria. Ma cosa può effettivamente accadere alla luce dell'esigenza non più rinviabile di migliorare il sistema delle pensioni.

Fino al varo della versione definitiva della manovra, previsto solo alla fine dell'anno, emendamenti e ritocchi potrebbero dare più respiro alle pensioni. In particolare potrebbero essere previsti cambiamenti sulle regole su ricongiunzioni e cumulo, anche in senso maggiormente restrittivo. L'obiettivo è infatti di razionalizzare il sistema, eliminare sprechi e ridurre privilegi per trovare le risorse necessarie per migliorare la previdenza. Appare difficile il congelamento di queste misure e un ulteriore rinvio. Alla luce di questa incertezza potrebbe essere elaborato e approvato un impegno formale scritto per intervenire sulle pensioni ed evitare un futuro rinvio.

Si ragiona anche su una forma ibrida di staffetta generazionale ovvero sulla possibilità da dare ai lavoratori di ritirarsi fino a due anni prima. Ecco poi l'estensione del cosiddetto contributivo donna per consentire il congedo con 35 anni di contributi versati e 57 anni e tre mesi di età, accettando il ricalcolo dell'assegno con il sistema contributivo. Stop invece all'applicazione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per ritirarsi dal lavoro, e alle mini pensioni per gli over 55 senza occupazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il