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Poste Italiane e Ferrari: quotazioni in Borsa. Consigli esperti cosa comprare. Valore titoli, scadenze, date, regole

Una a Milano, l'altra a New York. Poste Italiane e Ferrari saranno quotate in Borsa. Le aspettative dei risparmiatori sono molto alte.




Poste Italiane va in Borsa. L'offerta pubblica andrà avanti fino al 22 ottobre, in vista della quotazione che comincerà tra il 26 e il 27 e destinata al retail e agli investitori istituzionali. Più precisamente, la quota del capitale che finirà nelle mani degli azionisti ammonta al 38,2%. Si tratta di un'operazione che permetterà allo Stao di incassare circa 3,7 miliardi di euro. La prossima settimana è poi in programma lo sbarco della Ferrari a Wall Street. Il collocamento è partito con il road show dell'amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne. Fca venderà il 9% di Ferrari sul mercato e un altro 1% al pool del collocamento. La valutazione del Cavallino è attorno ai 10 miliardi di dollari.

Conviene investire nelle Poste italiane? La risposta a questa domanda è quella decisiva per capire cosa fare dei propri risparmi. L'azienda sta lentamente spostando il core business. Il recapito di lettere e pacchi è infatti diventata un'attività marginale se si pensa che 28,5 miliardi di euro di ricavi, solo 4 derivano da qeusto servizio. In maniera progressiva si sta affermando sui rami assicurativi e finanziari, tra conti correnti, intermediazione del risparmio postale e risparmio gestito. A differenza di altre realtà, il suo punto di forza sta nella presenza capillare su tutto il territorio italiano, da nord a sud, nelle grandi città e nei piccoli centri. Stiamo parlando di una società da 13.000 uffici postali, 142.000 dipendenti e 28.000 postini telematici. In ballo c'è anche un piano di 8.000 assunzioni fino al 2020 a testimonianza della volontà di crescita.

A ingolosire c'è poi il dividendo, pari all'80% dell'utile netto. Bisogna naturalmente considerare che trattandosi di azioni e non di obbligazioni, il rendimento non può essere certo. I privati possono prenotare i titoli tra 6 euro e 7,5 euro. Solo tra il 22 e il 24 ottobre sarà comunicato il prezzo definitivo. Il lotto minimo è di 500 azioni, per cui l'impegno di spesa minimo richiesto all'investitore è tra 3.000 e 3.750 euro.

Altro aspetto interessante è la bonus share del 5% per chi terrà le azioni almeno un anno. Condizioni di favore per i dipendenti di Poste Italiane: possono chiedere un lotto minimo più ridotto di 50 azioni; la bonus share è pari a 10% e hanno l'opportunità di richiedere un anticipo del Trattamento di fine rapporto per pagare le azioni. I dubbi sono legati ai 2,8 miliardi di euro di crediti nei confronti della pubblica amministrazione, anche se il suo amministratore delegato ha ammesso di contare di incassarne 1,6-1,7 entro la fine di quest'anno e la resante parte nella prima metà del 2016.

Anche nel caso della Ferrari, il ragionamento deve andare al di là della casa automobilistica. Quello del Cavallino è un brand del lusso, il cui valore travalica quello del bene durevole. L'offerta pubblica iniziale prevede un prezzo tra 48 e 52 dollari per azione. Fca collocherà 17.175.000 azioni ordinarie, pari a circa il 9% del capitale ordinario e permetterà alle banche di acquistare 1.717.150 azioni ordinarie, pari a circa l'1% del capitale. Le azioni saranno negoziate con la sigla Race.

Anche in questo caso non c'è unanimità di vedute tra gli analisti. Qualcuno considera troppo cara la società rispetto alla concorrenza, altro giustificano il valore con appunto con l'elemento di lusso ed esclusività del titolo. Secondo Arndt Ellinghorst, della Evercore Isi, al livello intermedio di prezzo (50 dollari) Ferrari verrebbe valorizzata 3,8 volte il fatturato 2015, 14 volte l'Ebitda e 23,7 volte l'Ebit.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il