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Riforma pubblica amministrazione Renzi-Madia: rinnovo,sblocco contratti, stipendi e regole nuove dipendenti pubblici, forza ordine

Il governo lavora sullo sblocco dei contratti degli statali, per il quale è pronto a investire tra 300 e 400 milioni di euro.




C'è un ostacolo da superare prima di passare a discutere del rinnovo dei contratti nel pubblico impiego: ridurre i comparti in cui si dividono gli statali a massimo quattro. Dal numero dei settori infatti dipende anche quello dei contratti. L'ultimo aggiornamento vede in vigore dieci comparti e otto aree dirigenziali: da questa situazione si dovrà partire per mettere a punto la sforbiciata su cui l'Aran, in rappresentanza del governo, e i sindacati si confronteranno. A pochi giorni dalla presentazione della manovra finanziaria, il governo deve stabilire la somma che intende stanziare per gli incrementi salariali, dando seguito alla sentenza con cui la scorsa estate l'Alta Corte ha dichiarato illegittimo il blocco continuato della contrattazione.

Le risorse dovrebbero ammontare tra 300 e 400 milioni di euro. Nelle intenzioni del governo non ci saranno stanziamenti per questi anni di mancato rinnovo del contratto. Si partirà da zero a partire dal 2016. D'altronde, argomenta l'esecutivo, la sentenza non obbliga a versare arretrati, ma solo a sbloccare gli scatti. E se blocco c'è stato, va ricondotto alla crisi economica che, a differenza di quanto è accaduto nel comparto privato, non ha portato ad alcun licenziamento. A parte la tempistica, tagliare i comparti è soprattutto un obbligo di legge. Lo impone la riforma Brunetta, rimasta finora inattuata. Le trattative, risalenti a cinque anni fa, furono avviate ma presto seguirono i provvedimenti per congelare gli scatti e allora si fermò tutto.

Adesso l'ipotesi che circola tra le stanze del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è quella di accorpare i comparti seguendo una logica di competenza ovvero mettendo insieme tutta la pubblica amministrazione centrale (ministeri, presidenza del Consiglio, agenzie fiscali, enti pubblici non economici), a cui si affiancherebbero la sanità, gli enti locali e infine la scuola, che dovrebbe inglobare anche l'università e gli enti di ricerca.

Il governo per ora sembra abbastanza aperto, pronto anche a soluzioni innovative anche se restano i paletti soprattutto sul nodo delle risorse disponibili. Ma i sindacati, visto che la convocazione è arrivata direttamente alle confederazioni, faranno pesare anche il tema delle risorse a disposizione per il rinnovo, avendo già bollato come insufficienti le prime indiscrezioni sulle cifre da stanziare in manovra. Oltre a Cgil, Cisl, Uil, sono state chiamate al confronto anche Cgu-Cisal, Confsal, Usb, Cosmed, Cida, Confedir-Mit, Ugl, Cseed Usae.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il