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Pensioni novità e ultime notizie quota 100, staffetta, assegno universale, contributivo donna. Emendamenti quando e come

Domani 15 ottobre presentazione ufficiale nuova Manovra Finanziaria e ci si chiede quali novità pensioni potrebbero rientrarvi. Le ultime ipotesi




Domani, giovedì 15 ottobre, sarà presentata ufficialmente la nuova Manovra Finanziaria e, ad oggi, è confermato il fatto che non ci sarà alcuna novità pensioni, nulla su quota 100, mini pensione, contributivo, né tanto meno sull’assegno universale. Il premier Renzi stesso è stato piuttosto chiaro qualche giorno fa quando ha rimandato ogni modifica flessibile sulle pensioni a qualche mese ancora. La questione dovrebbe essere ripresa a febbraio 2016 e tutti sembrano d’accordo con questo rinvio, dal presidente dell’Inps Boeri, ad alcuni esponenti di forze politiche, ai tecnici del Tesoro, tutti ben consapevoli del fatto che serve prima recuperare le risorse economiche necessarie a ora mancanti.

Secondo le ultime notizie, però, potrebbero rientrare, in extremis, nella Manovra misure sperimentali come la nuova staffetta ibrida, il piano Renzi-Boeri e il contributivo donna. Partendo dalla nuova staffetta, permetterebbe ai lavoratori cui mancano due anni dal raggiungimento dei requisiti pensionistici di ridurre l'orario di lavoro, ma con i contributi previdenziali che continuerebbero ad essere pagati in parte dallo Stato e in parte dalle aziende.

Queste ultime non sarebbero obbligate ad assumere nuovi giovani ma riceverebbero grossi incentivi alla produttività. Il piano ibrido Renzi-Boeri, mix di piani di quota 100, mini pensione e contributivo, a costo zero per lo Stato, del tutto a carico dei cittadini, permetterebbe l’uscita a 62, 63 anni, con 35 anni di contributi e tagli del 3% per ogni anno di anticipo in cui si va in pensione rispetto alla soglia stabilita. Questi tagli però verrebbero alleggeriti da una mini pensione che, erogata sotto forma di prestito, dovrà essere restituito dal lavoratore una volta raggiunta la normale pensione che sarà calcolata esclusivamente con metodo contributivo.

E ci sarebbe poi la proroga del contributivo donna, ancora in fase sperimentale, e per cui dal 2016 potrebbero cambiare i requisiti: se al momento infatti il contributivo donna prevede l’uscita a pensione a 57 anni per le statali e a 58 per le autonome, con 35 anni di contributive e accettando una pensione ridotta, del 25, 30%, calcolata interamente con sistema contributivo e non più con il vantaggioso retributivo, i nuovi requisiti richiederebbero l’uscita a 62, 63 anni, sempre con 35 anni di contributi, e tagli però del 3, 3,5% per ogni di anticipo in cui si lascia il lavoro senza subire cioè quel taglio enorme del calcolo contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il