BusinessOnline - Il portale per i decision maker


Cerca







Pensioni novità proteste e presidi continuano e aumenteranno dopo nulla di fatto quota 100, mini pensioni, assegno universale

La sola voce di protesta contro l'assenza di novità sulle pensioni nella manovra finanziaria è quella delle organizzazioni sindacali.




Le novità sul fronte delle pensioni nell'ambito della manovra finanziaria potrebbero arrivare con gli emendamenti. Si prospettano oltre due mesi di confronti e trattative per introdurre qualche cambiamento nell'attuale legge previdenziale. Non sono comunque da mettere in conto sconvolgimenti normativi poiché lo stesso premier Matteo Renzi ha pubblicamente rimandato al 2016 la riapertura del cantiere pensioni. In ballo ci sono però alcune misure che sono sul tavolo dei tecnici dei Ministeri dell'Economia e del Lavoro, come la proroga del contributivo donna oltre la fase sperimentale che terminerà il 31 dicembre di quest'anno, e provvedimenti per il contrasto alla povertà.

Rispetto a questo scenario, l'opposizione al governo e la stessa sinistra del Partito democratico, molte volte in disaccordo con le scelte dell'esecutivo, non riesce a essere efficace. Nonostante le molte proposte avanzate, dall'introduzione dell'assegno universale all'innalzamento delle pensioni minime, dalla cancellazione dell'attuale legge previdenziale al congedo a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8%, non ci sono novità all'orizzonte. A protestare con maggiore vigore, seppur senza guadagnare i riflettori dei grandi sistemi di informazione, sono i sindacati, che anche in qeusti giorni di discussione della manovra finanziaria, stanno organizzando proteste pubbliche davanti alle prefetture.

L'elenco dei cambiamenti invocati è piuttosto lungo e va dall'abbassamento dell'età di accesso alla pensione alla reintroduzione di una vera flessibilità in uscita, da interventi specifici per i lavoratori precoci e per chi svolge attività prevalentemente usuranti all'applicazione di misure per favorire il turn over ovvero l'occupazione giovanile, dall'estensione del contributivo donna permettendo l'accesso al trattamento previdenziale alle lavoratrici con 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi se dipendenti o a 58 anni e 3 mesi se autonome, alla previsione di misure ad hoc per i macchinisti e i cosiddetti quota 96 del mondo della scuola.

Non si tratta di proposte nuove, ma di ipotesi di cambiamento che sono state frenate per assenza di coperture economiche. Resta da scoprire se e in che misura questi provvedimenti riusciranno a trovare spazio nella versione definitiva della manovra finanziaria.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il