Proposta di Pace per Israele e Palestina promossa dagli Usa. Alcuni favori riscossi per il momento.

È una sorta di road map in versione pratica, una 'guida alla Pace' da realizzare a piccoli passi, con impegni precisi e scadenze pressoché immediate



Un nuovo documento è approdato sulle scrivanie di Ehud Olmert e di Abu Mazen.

È una sorta di road map in versione pratica, una "guida alla Pace" da realizzare a piccoli passi, con impegni precisi e scadenze pressoché immediate.

Elaborata dagli Stati Uniti, la proposta ha inaspettatamente già incassato il plauso dell'Autorità nazionale palestinese, a fronte di una risposta quantomeno "cauta" da parte israeliana. Secondo il quotidiano Haaretz, che ha visionato in anteprima il documento, il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice sarà in Medioriente già il 15 maggio per discutere del Piano con i diretti interessati: segno che, evidentemente, non c'è tempo da perdere.

Se accetterà di sottostare agli accordi, gli israeliani dovranno impegnarsi a rimuovere i le restrizioni alla circolazione e all'accesso dei palestinesi nei Territori, entro un tempo massimo che in alcuni casi è l'inizio del prossimo mese di giugno.

Ma anche cooperare al miglioramento qualitativo e quantitativo delle forze di sicurezza palestinesi, dando il via libera alla richiesta di nuovi equipaggiamenti da destinare a soldati e poliziotti fedeli ad Abu Mazen.

I quali, a loro volta, dovranno avviare un lavoro congiunto con i militari israeliani allo scopo di bloccare il contrabbando di armi attraverso il valico di Rafah e di porre fine al lancio di razzi Qassam contro le città ebraiche, rendendo operative tutte le misure necessarie entro il 21 giugno. Entrambe le parti, infine, dovranno reistituire un quartier generale congiunto nella West Bank.

Obbiettivi modesti, misurati, ma necessari perché due popoli che si combattono da oltre mezzo secolo inizino finalmente ad abituarsi a camminare insieme.

E tuttavia difficili da raggiungere, a causa veto ebraico posto su alcuni punti e delle tensioni tutte interne allo Stato palestinese, diviso dall'annosa lotta Fatah-Hamas.

L'indisponibilità israeliana ad accogliere completamente il documento - stilato dal coordinatore della Sicurezza Usa, il generale Keith Dayton, dall'ambasciatore in Israele Israel Dick Jones e dal console generale a Gerusalemme, Jacob Walles - arriva direttamente dal primo ministro Ehud Olmert, in questi giorni al centro delle critiche a causa del rapporto Winograd sugli errori della guerra in Libano dell'estate scorsa.

Alcune richieste non potranno essere esaudite per "motivi di sicurezza", fa sapere il premier. Impossibile, infatti, rimuovere limitazioni e blocchi stradali, finché Abu Mazen non fornirà assicurazioni credibili sul fronte della sicurezza.

A far paura, in particolare, è il fatto che teoricamente già dal primo luglio convogli o autobus palestinesi potrebbero viaggiare tra Gaza e la West Bank senza restrizioni, attraversando perciò lo Stato ebraico.

Le perplessità israeliane, tuttavia, fanno da contrappeso al plauso dell'Anp: "E' il giusto approccio", è stata l'immediata reazione del capo negoziatore palestinese Saab Erekat. "Le parole si sono tramutate in fatti". Un giudizio, comunque, ancora provvisorio, in attesa di un esame più dettagliato di un Piano che, comunque, rimane made in Usa e potrebbe nascondere qualche sorpresa tra le righe.

Al di là dei buoni propositi, però, la situazione nei Territori e nella Striscia di Gaza rimane drammatica. In una intervista al nuovo quotidiano Palestina il premier di Hamas Ismail Haniyeh ha avvertito che l'Anp rischia il "collasso completo", se non verrà rimosso al più presto l'"assedio economico" che soffoca il popolo palestinese da quando, oltre un anno fa, fu costituito il primo governo di Hamas.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il