Tony Blair è ormai dimmissionario in favore di Gordon Brown. In crisi il Labour Party

Annuncio ormai praticamente ufficiale della sostituzione Blair - Brown a Downing Street e in un contesto politico sempre più favorevole all'opposizione Tory, trascinata dall'appeal del giovane leader Cameron.



Non è un tracollo pari a quello che molti osservatori prevedevano, ma certamente l'esito delle elezioni amministrative in Inghilterra, Scozia e Galles non lascia segnali incoraggianti per il Labour Party.

E' stato un test elettorale di primo piano, con quasi 39 milioni di elettori chiamati alle urne, la prima occasione dall'annuncio ormai praticamente ufficiale della sostituzione Blair - Brown a Downing Street e in un contesto politico sempre più favorevole all'opposizione Tory, trascinata dall'appeal del giovane leader Cameron.

Se si è trattato di un verdetto popolare sugli anni di governo di Blair, certamente il primo ministro britannico non può essere soddisfatto. Nonostante le proprie immediate affermazioni di fiducia circa la possibilità di un rilancio in vista delle prossime elezioni politiche, la realtà dei fatti è evidente. Il Labour, stando ai dati di venerdì pomeriggio, sarebbe scavalcato come primo partito in Scozia, tradizionale roccaforte della sinistra e patria proprio di Brown e Blair.

A prevalere nel Parlamento di Edimburgo sarebbe lo Scottish National Party, il cui leader, Alex Salmond, ha annunciato un referendum per l'indipendenza entro il 2010 in caso di vittoria elettorale e non ha escluso un'alleanza di governo con i Liberaldemocratici.

Calo di consensi anche in Galles, altro luogo-simbolo dell'identità laburista, dove il Labour rimane primo partito senza però godere della maggioranza dell'assemblea, dotata di poteri autonomi al pari di quella scozzese grazie ad una riforma costituzionale attuata dal governo Blair.
Sono i dati riferiti alle contee inglesi a destare poi ancora maggiore preoccupazione per il partito laburista. A risultati quasi definitivi, i conservatori avrebbero incrementato il numero dei consigli controllati (circa 40 in più) a fronte di un calo dei laburisti, che oltre a 8 consigli perderebbero anche quasi 450 consiglieri su tutto il territorio inglese. Tra i risultati più citati dalla stampa, fin dalla mattina di venerdì, la perdita di alcune vere e proprie roccaforti laburiste, tra tutte, Hull, nel nord est dello Yorkshire.

La proiezione su base nazionale dei diversi risultati amministrativi attribuisce una maggioranza ai Conservatori pari al 41 percento. I laburisti sarebbero largamente indietro, sotto il 30, mentre calerebbe lievemente la corsa dei Libdem, vicini al 27 percento.

Il voto di ieri è la conferma di una crisi pesante e della necessità di un cambio di rotta per il partito di Tony Blair. Ci sarebbe forse da chiedersi se il primo ministro inglese possa ancora essere considerato il vero leader del Labour.

Tra poco, è ormai risaputo, Gordon Brown, ministro delle Finanze e sodale di Tony Blair nella costruzione del new Labour, assumerà la carica di primo ministro. Blair annuncerà la prossima settimana la sostituzione, che avverrà entro luglio 2007.

Dopo sussurri, più che veri rumors, di un possibile sfidante interno - il giovane ministro dell'Ambiente David Milliband- Brown è proiettato a correre da leader del partito verso le prossime elezioni generali.

La palla dunque passa a Brown, colui che da anni attende di avere una chance per provare che i suoi meriti da Cancelliere dello Scacchiere (il ministro delle Finanze di Sua Maestà) non sono solo da attribuire ad una congiuntura favorevole e all'eredità della deregulation selvaggia di Margaret Thatcher.

Sulla strada di Brown, dopo aver superato le resistenze dello storico rivale interno Blair, c'è però un avversario altrettanto tenace.

Il giovane leader conservatore David Cameron, sebbene non sia ancora riuscito nell'impresa di trasformare il proprio partito nello stesso modo in cui Blair scosse uno stanco e rassegnato partito laburista a metà anni '90, raccoglie ormai consensi tangibili anche in larga parte dell'elettorato di estrazione non strettamente tory.

Insomma, "Over to you, Mr Brown", "Tocca a te, Signor Brown", come recita il titolo-provocazione dell'ultimo libro di Anthony Giddens, commissario europeo, fautore ed ideologo del new Labour ma soprattutto, dichiaratamente, uno dei più storici rivali interni del Cancelliere dello Scacchiere.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il