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Pensioni novità e ultime notizie quando e come, condizioni reali e tempistiche per una vera riforma pensioni

Ancora aperta la questione pensioni all’indomani delle poche novità approvate. Probabili nuovi provvedimenti in vista delle prossime elezioni amministrative. La strategia del governo




Le novità sulle pensioni approvate solo pochissimi giorni fa lasciano ancora aperte richieste da soddisfare e problemi da risolvere, quelli cioè causati dalle norme pensionistiche in vigore. Nonostante sia stata aumentata la no tax area per i pensionati over 75, prorogato il contributivo donna e approvata la staffetta ibrida per gli over 63, si tratta di misure che non sono innanzitutto universali e che non sono state modulate nemmeno come richiesto. Per esempio, il contributivo donna è stato prorogato solo per le domande presentate entro quest’anno, dunque si chiuderebbe con la fine del 2015 e non varrebbe per il 2016. La staffetta per gli over 63 varrebbe solo per i lavoratori del settore privato e comunque non rappresenta certo una modifica di grande portata sull’uscita prima.

Considerando che dal primo gennaio 2016, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, l’età pensionabile salirà per tutti di quattro mesi, passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, scatto che si verificherà poi ogni due anni, fino ad arrivare, secondo quanto previsto dall’attuale legge, ai 69 anni e 9 mesi del 2050, soglia decisamente quasi impossibile per la maggior parte dei lavoratori, è chiara l’urgenza di cambiare le norme attuali con piani che possano permettere l’uscita prima tutti, anche con penalizzazioni a carico del lavoratore. Da risolvere anche i problemi dei costi onerosi per chi decide di riunire tutti i propri contributi versati in gestioni diverse attraverso la ricongiunzione e il cumulo.

Il presidente dell'Inps Boeri, sin dall’inizio del suo incarico, ha dichiarato di voler cancellare le spese a carico del lavoratore che vuole riunire in un'unica gestione i propri contributi e già potrebbe arrivare un emendamento in tal senso a breve, come certamente nuovi emendamenti riguarderanno quota 100, mini pensione, piano ibrido Renzi-Boeri. A questo punto, i vari cambiamenti potrebbero arrivare, se non ci fosse una legge delega che li obbliga, prima delle elezioni amministrative per contrastare soprattutto la crescita del M5S e in parte della Lega che spingeranno fortemente su assegno universale e quota 100 ma anche sulla totale revisione della legge attuale.

Se dunque dovesse essere seguito il piano di lavoro annunciato dal premier Renzi di ripresa della discussione previdenziale tra pochi mesi, sarebbe plausibile pensare che a spingere quasi obbligatoriamente su questa strada potrebbero essere le prossime elezioni amministrative. Affrontare la questione pensioni tanto care ai cittadini potrebbe infatti rappresentare una mossa vincente per il governo, soprattutto se il Pd dovesse continuare a perdere consensi, sulla scia di quel bonus di 80 euro in busta paga concesso due anni fa proprio in vista delle elezioni.

Del resto, si tratterebbe di misure che seguirebbero la cancellazione delle tasse sulla casa e la riduzione del carico fiscale sulle imprese, mosse strategiche pensate probabilmente proprio per l’avvicinarsi delle elezioni. Sono, infatti, misure che puntano a far riacquistare all’esecutivo quella fiducia che si è andata via via perdendo nel tempo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il