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Pensioni novitÓ conferme piani da Poletti dopo Padoan, Boeri, riforma aumento statali stipendi, indulto: novitÓ oggi mercoledý

Vi sono continue aperture e rilanci sulle novitÓ delle pensioni a livello ormai giornaliero e da sottolineare arrivano sempre da importanti e autorevoli protagonisti. Proseguono anche le trattative per la Pa e rinnovo contratti statali e stipendi cosý come quelle per adozioni




AGGIORNAMENTO: Sembra che ora ci sia davvero un continuo rilancio a fare meglio sulle novià delle pensioni e anche oggi mercoledì 21 ottobre, le ultimissime notizie a riguardo aprono con Poletti che conferma che la questione pensioni è fondamentale e all'ordine del giorno e si continua a lavorare sui piani tra i vari Ministeri. L'idea base, rimane, continua il ministro, quella di diminuiree l'età per permettere una maggiore occupazione ai giovani e l'aumenta della produttività. Secondo lui, nessun piano può essere slegato da questo obiettivo e sono, sempre e ecomunque, necessarie le penalizzazioni. Questa nuova conferma che il lavoro continua arriva dopo quella di Boeri e di Padoan che abbiamo riportato sotto nei rpecedenti aggiornamenti.

AGGIORNAMENTO: E mentre si aprono nuovi scenari, dopo il Ministro dell'Economia interviene sulle novità delle pensioni oggi martedì 20 Ottobre direttamente anche il presidente dell'INPS, Tito Boeri, che senza mezzi termini boccia i provvedimenti presi finora dichiarando senza effetti, inutili e che possono creare ancora privilegi solo per alcuni. E come confermano le ultimissime notizie va anche oltre parlando che serve rivedere completamente il tema dell'uscire prima e non piccoli interventi che non servono a nulla. La delusione di Boeri è, dunque, molto palpabile anche se apre anch'esso ad una nuova fase per il prossimo anno, come gli è stata indicata e promessa anche a lui.

AGGIORNAMENTO: A maggior conferma delle prospettive e degli scenari sulle novità delle pensioni oggi martedì 20 ottobre sotto indicati arriva una ulteriore conferma dalle ultimissime notizie dell'ultima ora sempre del Ministro dell'Economia che ha parlato in una intervista rilasciata di come si preveda un totale riordino delle detrazioni e dei benefici fiscali. E questa intenzioni era quella dello stesso Premier nel suo piano originale sulla previdenza e sommando le affermazioni di quest'ultimo sembra proprio arrivare una conferma seppur indiretta e che avrà bisogno di maggiori conferme visto il percorso difficili delle pensioni, di una idea di decreto previdenza da attuare nel medio periodo, ma già dall'anno prossimo.

AGGIORNAMENTO: Una serie di scenari sulle novità delle pensioni oggi martedì 20 Ottobre nel breve e nel medio termine in più fasi si stanno aprendo concretamente come abbiamo visto nel paragrafo sotto dedicato. E ultimissime notizie su questi nuove prospettive giungono e trovano conferma anche dal rilancio a sorpresa del Ministro dell'Economia che dopo aver sostenuto in sede europea l'assegno universale sotto forma di normativa quadro comune a tutte le nazioni dell' Unione Europea apre a possibrili ulteriori cambiamenti sulle pensioni in una fase di medio-lungo periodo intervistato durante una conferenza dedicata al tema delle previdenza. E in questo modo arriva un ulteriore conferma dell'idea di dl sulla previdenza che si potrebbe realizzare così come annunciato dallo stesso Premier. Il problema vero che in Manovra non c'è traccia di questo impegno e gli emendamenti che si stanno preparando vogliono proprio inserirlo. E anche su questo punto si capirà, e molto, sulla reale volontàdi cambiamento sulle pensioni.

Dopo le novità pensioni approvate nella nuova Manovra Finanziaria si aprono nuovi scenari per ulteriori provvedimenti, mentre arrivano ultime notizie decisamente positive per le norme sulle adozioni. Ancora in stallo invece la discussione sulle misure di indulto e amnistia, mentre è polemica sullo sblocco dei contratti dei dipendenti pubblici.

Pensioni: La nuova Manovra Finanziaria, per quanto riguarda il capitolo pensioni, ha previsto un aumento della no tax area per i pensionati over 75, staffetta ibrida per gli over 63, e proroga del contributivo donna limitato al 2015. La no tax area, cioè la soglia di reddito entro la quale i pensionati non versano l’Irpef, per i soggetti sopra i 75 anni passa dall’attuale soglia di 7.750 euro a 8.000. euro, mentre per i pensionati di età inferiore ai 75 anni la no tax area aumenta da 7.500 euro a 7.750 euro. Via libera anche, finalmente alla proroga del contributivo donna, limitato però solo a quest’anno e che permette alle donne di andare ancora in pensione prima, a 57 per le statali e a 58 anni di età per le autonome, con 35 anni di contributi e una pensione decisamente ridotta calcolata esclusivamente con sistema contributivo. Approvata anche la cosiddetta staffetta ibrida per gli over 63 prossimi ormai alla pensione che, in accordo con il datore di lavoro, possono scegliere di ridurre il proprio orario di lavoro, con contributi previdenziali che, però, continuerebbero ad essere regolarmente pagati dallo Stato. Dopo l’approvazione di queste misure si aprono però ulteriori scenari di lavoro, nel breve e nel medio-lungo periodo. Nel breve periodo, l’auspicio è che nel lungo iter di approvazione finale della Manovra, che deve avvenire entro il 31 dicembre 2015, vengano presentati, come certamente sarà, diversi emendamenti volti a proporre ulteriori cambiamenti e che potrebbero prevedere piani di quota 100, 101, 41 ma anche l’assegno universale. Nuovi emendamenti  entro l’anno potrebbero anche riguardare la cancellazione delle ricongiunzioni onerose. Nel medio-lungo periodo, invece, i cambiamenti potrebbero richiamare l’iniziale strategia di lavoro del premier. Ma è anche possibile che il premier avvii una nuova consultazione online per raccogliere le proposte sulle pensioni dei cittadini per iniziare a lavorare su una legge delega con soluzioni universali per tutti e da presentare in tempi certi e relativamente brevi.

Riforma adozioni: Ancora attese misure ufficiali sulla nuova riforma delle adozioni. Tra le novità principali, la possibilità che i bambini delle famiglie affidatarie vengano adottati direttamente da loro. Questa norma richiama il diritto alla continuità affettiva dei bambini in affido familiare e prevede che i bambini che crescono con dei genitori affidatari potranno essere anche adottati da essi stessi, se e quando risulti impossibile il loro ritorno nella famiglia d'origine. Si tratta di un legge attesa da tantissimo tempo ma che continua ad escludere da questa possibilità  sia le coppie di fatto che i single. Ciò che cambia è dunque un rapporto di continuità tra famiglie affidatarie e bambini affidati: fino ad oggi, infatti, per i genitori affidatari l’adozione era vietata e a risentirne sono stati spesso i più piccoli cresciuti in una famiglia e poi portati via per essere affidati a coppie già risultate idonee all'adozione. Ora questa meccanismo non esisterà più.

Indulto e amnistia: Proseguono senza sosta le discussioni sulle misure di indulto e amnistia per risolvere il problema dell’emergenza carceraria ma continuano anche ad arrivare segnalazioni sui problemi delle strutture penitenziarie italiane. La novità è rappresentata dai centodue milioni di euro che dovrebbero arrivare dal Fondo Unico Giustizia per migliorare il funzionamento del sistema, secondo quanto previsto dal decreto del ministro della Giustizia Orlando. Le risorse saranno così distribuite: all’Amministrazione penitenziaria dovrebbero essere destinati 21 milioni 820 mila euro distribuiti tra spese per il personale, maggiori disponibilità di cure ai detenuti e migliore manutenzione degli immobili; alla giustizia civile e penale 74 milioni 254 mila euro da utilizzare in parte per il miglioramento della gestione e del funzionamento del sistema informatico, in parte per la ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli immobili; e 6 milioni di euro alla Giustizia minorile per l’efficientamento energetico delle strutture e il rafforzamento degli uffici dell’esecuzione penale esterna.

Riforma pubblica amministrazione rinnovo statali: Sarà di appena 8 euro lordi al mese, poco meno di 6 euro netti, l'aumento degli stipendi per il rinnovo del contratto dei lavoratori del pubblico impiego. La misura, secondo quanto previsto dalla nuova Manovra Finanziaria, costerà allo Stato circa 300 milioni di euro per i 3 milioni e centomila dipendenti della P.A. Per l’iter legislativo, bisognerà però aspettare l’entrata in vigore dei decreti attuativi della legge delega della riforma della P.A. che contengono anche i criteri di valutazione. Considerando la cifra irrisoria prevista però i sindacati si preparano ad una durissima mobilitazione. Duro l'attacco della leader della Cgil Camusso che ha precisato che “I soldi per i contratti pubblici sono 200 milioni, neanche 300: il valore del lavoro pubblico per questo Governo equivale a 5 euro al mese”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il