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Rinnovo contratti, aumento stipendi statali, polizia, vigili fuoco,forze ordine: indicazioni molte negative e trattative complesse

Nella manovra finanziaria non ci sono novità sul contratto dei dipendenti pubblici, ma la notizie indirette non sono positive.




Dalla sentenza con cui l'Alta Corte ha imposto lo sblocco dei contratti degli statali non si scappa e il governo è costretto a dare attuazione. Ma a due condizioni. La prima è la non retroattività delle misure: non sarà corrisposto un solo centesimo per il passato. La seconda è la quantità limitata di risorse che l'esecutivo metterà a disposizione: tra i 300 e i 400 milioni di euro. Secondo i calcoli delle organizzazioni sindacali, questa cifra si tradurrà in aumento in busta paga di circa 10 euro lordi. A protestare nel giorno della presentazione della manovra finanziaria, anche per via dei tagli e degli accorpamenti, sono stati i militari e forze di Polizia, chiamate a raccolta in piazza Montecitorio a Roma da Sap, Coisp Consap, Sappe, Sapaf Conapo e Cotipol.

Siamo comunque ancora alle battute iniziali di una trattativa con i sindacati che potrebbe prolungarsi fino alla prossima primavera. Fino a quel momento, il governo punta a ridurre la rappresentanza dei lavoratori attorno al tavolo del dibattito grazia alla riduzione del numero dei comparti pubblici da 11 a 4 ovvero Funzioni centrali che comprende ministeri, presidenza del Consiglio, Agenzie fiscali e enti previdenziali, Scuola (Università e ricerca), Sanità, Enti locali. L'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale della pubblica amministrazione, ha già iniziato le operazioni su mandato del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.

E dalla manovra finanziaria non sono giunte notizie rassicuranti. Buona parte dei 27 miliardi di euro del suo valore sarà finanziata in deficit e la spending review è appena abbozzata. Il taglio delle prefetture, in particolare, era indicato su una bozza di decreto messa a punto dal Viminale. Più esattamente, 23 prefetture dovevano sparire nel nome della revisione di spesa. Ma è arrivato il dietro front. I ministri dell'Interno, Angelino Alfano, e della Funzione Pubblica, Marianna Madia, hanno incontrato un gruppo trasversale di parlamentari costituito per opporsi alla sforbiciata degli Uffici territoriali di governo e li hanno rassicurati.

Le sedi da chiudere ovvero da accorpare sarebbero dovute essere quelle di Teramo, Chieti, Vibo Valentia, Benevento, Piacenza, Pordenone, Rieti, Savona, Sondrio, Lecco, Cremona, Lodi, Fermo, Isernia, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Oristano, Enna, Massa-Carrara, Prato, Rovigo, Belluno. Senza profondi tagli alla spesa pubblica, le risorse da investire saranno certamente inferiore e i tempi sono destinati ad allungarsi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il