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Partita Iva Minimi nuovo regime 2016: requisiti, dubbi da risolvere. Per chi, come funziona, quando si può entrare, fare domanda

Come cambia il regime dei minimi dal 2016 con norme della nuova Legge di Stabilità: limiti di guadagno, per chi vale e nuove norme




La nuova Legge di Stabilità 2016, presentata dal governo lo scorso 15 ottobre, prevede, insieme all’abolizione delle tasse sulla prima casa, anche novità per il regime dei minimi di titolari di Partite Iva. Rispetto al regime forfettario presentato l’anno scorso, quest’anno è stata nuovamente alzata la soglia di reddito da non oltrepassare e abbassata l'aliquota Irpef. La soglia dei ricavi per rientrare nel regime dei minimi sale, infatti, da 15mila euro dello scorso regime forfettario ai 30mila e l'aliquota scende dal 15 al 5%. Possono accedere al regime forfettario anche i lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30.000 euro l’anno.

Anche  le start up potranno godere di un regime fiscale particolarmente vantaggioso: nei primi cinque anni di attività, invece che gli attuali tre anni, le start up pagheranno un’aliquota del 5%, invece del 10% attuale. Le novità sulla tassazione per la Partita Iva nel 2016 prevedono, dunque, un’aliquota dell’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni, oltre i quali salirebbe al 15%, come previsto dall’attuale regime forfettario; e innalzamento della soglia dei ricavi a 30mila euro per usufruire delle agevolazioni fiscali.

Se il contribuente decide di aprire una partita Iva entro il 31 dicembre 2016 potrà usufruire della tassazione al 5% per ricavi pari a 30.000 euro, e per la durata massima di 5 anni o superiore se il contribuente, al quinto anno, non abbia ancora compiuto il 35esimo anno di età, come stabilito dalla normativa 2011. La nuova Legge di Stabilità, dunque, combina regime dei minimi e regime forfettario che, come previsto lo scorso anno, prevede un regime di tassazione con imposta sostitutiva del 15% da applicare al prodotto tra il fatturato realizzato e il coefficiente di redditività, che varia in base al codice attività con cui la partita Iva è stata aperta.

Per quanto riguarda il versamento dei contributi previdenziali, il regime forfettario prevede che i contributi Inps vengano calcolati sul reddito determinato a forfait in base ai criteri fiscali. Per quanto riguarda poi i professionisti senza cassa, con la Legge di Stabilità 2016 dovrebbe essere nuovamente bloccata l’aliquota contributiva della Gestione Separata Inps, oggi pari al 27,72%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il