Conoscenza finanziarie ed economiche: due terzi degli italiani si ritengono impreparati

E se la situazione dell'Italia è analoga a quella degli altri Paesi, mancano però una strategia nazionale e il pieno coinvolgimento del sistema educativo.



La maggioranza degli italiani percepisce barriere oggettive all'informazione finanziaria. Più del 70% si giudica poco preparato in materia di decisioni finanziarie. Il 65% dei ragazzi fra 11 e 25 anni si mostra poco o per nulla interessato alle gestione del risparmio e più del 70% non ha alcuna competenza in materia.

E se la situazione dell'Italia è analoga a quella degli altri Paesi, mancano però una strategia nazionale e il pieno coinvolgimento del sistema educativo.

Lo scenario italiano è simile a quello riscontrato nella maggior parte dei Paesi: "il livello di cultura finanziaria è in generale basso e poco adeguato a rispondere alle sfide che i nuovi scenari pongono nei confronti dei consumatori".

È quanto afferma lo studio "L'educazione finanziaria in Italia. Riflessioni e proposte per migliorare la cultura finanziaria del Paese", la ricerca realizzata da Ambrosetti-The European House in collaborazione con il Consorzio PattiChiari.

Secondo lo studio, che ripercorre anche i cambiamenti nei mercati finanziari (alla base ci sono infatti maggiore complessità degli strumenti finanziari, internet, riduzione dei rendimenti, deregolamentazione dei mercati) "le responsabilità delle scelte finanziarie si stanno gradualmente spostando dalle Istituzioni ai cittadini".

Allo stesso tempo, se i cambiamenti comportano una maggiore complessità nelle scelte finanziarie, "a livello internazionale - afferma la ricerca - il grado di cultura finanziaria della popolazione non appare sempre adeguato alla crescente complessità dello scenario delineato, persino nelle nazioni economicamente più avanzate".

In uno scenario caratterizzato dalla crescita del ricorso all'indebitamento da parte delle famiglie e dalla crescita del mercato del credito al consumo, "dai 33,8 miliardi di euro del 2003 ai 52,8 miliardi di euro del 2006", si innesta anche "la scarsa preparazione degli italiani in materia finanziaria: oltre il 70% dei risparmiatori italiani avverte una elevata percezione di inadeguatezza sui temi relativi alle decisioni finanziarie (intesa come paura di sbagliare, senso di incompetenza, mancanza di "strumenti" per capire le notizie diffuse dai media)".

L'offerta di prodotti finanziari complessi disorienta inoltre il risparmiatore: "l'83% dei risparmiatori italiani avverte l'esistenza di numerosi ostacoli di tipo oggettivo alla comprensione dell'informazione finanziaria, come la scelta tra un elevato numero di prodotti bancari, il livello tecnico del linguaggio economico-finanziario, il ricorso a termini in inglese e una comunicazione non sempre chiara".
E i giovani? Anche fra loro c'è bassa preparazione sul tema finanziario: il 38% dei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 25 anni non risparmia o risparmia saltuariamente (41%) e nella larga maggioranza delle scuole medie italiane (8 casi su 10) non sono previste attività educative dedicate a tematiche finanziarie o mirate ad avvicinare gli studenti al risparmio.

Secondo i promotori della ricerca, si riscontra dunque in Italia "l'assenza di una Strategia Paese sul tema dell'educazione finanziaria".

"Dalle esperienze internazionali appare chiaro che l'educazione finanziaria è un tema che va affrontato a livello di Paese - conclude dunque il documento - L'entità degli sforzi necessari, la pluralità dei soggetti coinvolti e i tempi lunghi necessari per ottenere un impatto a livello di massa critica mostrano chiaramente la necessità di un forte coinvolgimento non solo dei soggetti privati, ma anche delle Istituzioni, dei media e dei consumatori stessi".

Da qui anche alcune proposte di policy: coordinare tutte le azioni sul tema dell'educazione finanziaria, favorire la collaborazione fra i soggetti coinvolti e attivare programmi di educazione finanziaria con obiettivi di lungo periodo, attivare un processo di semplificazione e comunicazione sempre più trasparente affinché il pubblico abbia accesso a informazioni chiare e facilmente comprensibili e a servizi di consulenza di base.

Fra le indicazioni c'è anche quella di "incentivare la trasparenza del sistema finanziario nazionale, che deve essere interpretata non solo come maggior livello di semplicità, chiarezza ed etica nei confronti del consumatore, ma anche come un importante fattore di qualità dell'offerta".

A questo si accompagna inoltre la proposta di introdurre l'educazione finanziaria nei programmi di educazione scolastica a partire dalle scuole medie e il coinvolgimento dei media attraverso la promozione di una campagna di sensibilizzazione nazionale.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il