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Btp con spread al minimo, obbligazioni, azioni, rapporto euro dollaro e valute: investimenti e consigli analisti ottobre 2015

Il consiglio degli esperti rimane quello di diversificare gli investimenti anche per chi pensa all'acquisto dei Buoni del tesoro poliennali.




Con lo spread che tende ad andare al di sotto della soglia di 100 punti base, torna a essere più che un'opportunità la scommessa in Btp. Da una parte il rendimento del titolo decennale tedesco si sta stabilizzando a livelli ridotti, dall'altra quelli degli altri Paesi dell'area euro, Italia inclusa, stanno diventando appetibili in termini di sicurezza di investimenti. In attesa delle mosse della Federal Reserve, il cui tasso ufficiale sarà rialzato entro la fine dell'anno, sono gli strumenti a cedola fissa a guadagnare lo spazio maggiore. In questo contesto restare ancora da completare il capitolo del comparto delle obbligazioni societarie in seguito alla vicenda Volkswagen. I capitali hanno preso la direzione dei prestiti governativi, con ripercussione sulle quotazioni di molti bond societari.

Il consiglio degli analisti è comunque di procedere con prudenza, anche per via della fine degli effetti dell'immissione di nuova liquidità nel sistema economico con il Quantive Easing, con cui la Banca centrale europea ha cercato di aumentare la domanda dei titoli di debito, rendere più convenienti i beni prodotti nell'Eurozona, ridurre il costo dei bond, abbassare del costo dei prestiti delle banche e, più in generale, il calo di rendimenti, il deprezzamento dell'euro e un aumento dell'inflazione. Gli acquisti non sono avvenuti sul mercato primario, ossia partecipando alle aste di collocamento, ma sul mercato secondario per non violare il divieto di finanziamento monetario.

Per i più temerari, c'è la scommessa di un dollaro che si rafforza sull'euro andando verso la parità entro la fine dell'anno. Gli esperti segnalano anche i corporate bond high yield, le emissioni dei mercati emergenti e governativi periferici dell'Eurozona. Nel primo caso il rendimento è più alto a fronte di un rating decrescente della società di emissione.

Fari puntati, dunque, sui bond emergenti. Nella Repubblica Dominicana, ad esempio, grazie anche al crollo del prezzo del petrolio, il Pil viaggia a +7,1% e i titoli a scadenza 2020 esibiscono una cedola del 10,5%. Dai Caraibi all'Africa, in Kenya il Pil, trainato dal settore dei servizi, è cresciuto del 5,5% nel terzo trimestre dello scorso anno e titoli di Stato 2024 hanno una cedola del 6,875%. Riflettori puntati anche sul Vietnam, uno dei perni dell'Asean Economic Community alla Trans Pacific Partnership: Pil +6%, titoli 2024 con cedola del 4,8%. Numeri ancora superiori per la Mongolia ricca di materie prime: Pil +7%, titoli 2022 con cedola del 5,1%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il