BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni novità e ultime notizie appoggi a sorpresa per provvedimenti più importanti quota 100, mini pensione, assegno universale

Giovani industriali e ministro dell’Economia, a sorpresa, rilanciano su novità pensioni dopo cambiamenti minimi approvati la settimana scorsa: le ultime notizie




Giovani industriali e ministro dell’Economia, a sorpresa, rilanciano su novità pensioni: nei giorni scorsi il governo ha approvato cambiamenti da molti considerati decisamente minimi e che meritano di essere migliorati e magari affiancati da ulteriori novità capaci di rivedere realmente l’assetto delle attuali norme previdenziali, considerando anche le particolarità di determinate categorie di lavoratori che in altri Paesi europei godono di norme ad hoc mentre in Italia sono stati fortemente penalizzati dall’avvento dell’attuale legge pensioni. Stiamo parlando di precoci e usuranti per cui proprio oggi, martedì 20 ottobre, in Commissione Lavoro dovrebbero essere rilanciati ulteriori provvedimenti.

Giovani industriali e ministro dell’Economia, invece, tornano ad insistere su cambiamenti come quota 100, mini pensione, contributivo ma anche assegno universali. Se, infatti, i giovani industriali, cosa non nuova, spingono sulla necessità di approvare quei piani che consentirebbero ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, in modo da sostenere il ricambio generazionale e quindi dare nuovo impulso a produttività e competitività, derivanti soprattutto dall’impiego delle nuove tecnologie, che sono prettamente di conoscenza di più giovani, il ministro dell’Economia, inaspettatamente, ha aperto all’assegno universale.

Ma lo ha fatto soprattutto per adeguarsi al modello europeo, giacchè si tratta di una forma di sostegno per le famiglie più difficoltà che è già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei, di cui da noi si è tanto discusso, ma che ancora manca. Anzi: sembra ad oggi proprio calato il sipario sul dibattito sull’approvazione dell’assegno universale, in discussione soprattutto per la definizione della platea cui destinarlo, tra la proposta Inps di erogarlo solo agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione, la proposta del M5S di estenderlo a tutti, e quella del Ministero del Lavoro che, seguendo la modulazione Inps di erogazione agli over 55 che perdono il lavoro, vuole però limitarlo a due anni e sono a coloro che perdono il lavoro ma dimostrano, al contempo, di essere alla ricerca costante di un altro impiego.

E’ chiaro, dunque, come, nonostante il nulla di fatto e la continua e ribadita mancanza di risorse economiche, l’intenzione, che a volte sembra decisamente nascosta, di voler agire sulle pensioni ci sia, il problema è che alla fine sembra sempre che manchi il coraggio di cambiarle davvero. Passi indietro come quello fatto settimane fa dalla stessa Confindustria: se, infatti, fino a qualche mese aveva sempre spinto sulla necessità di cambiare le pensioni per dare nuovo slancio all’occupazione giovanile, da qualche settimana Confindustria sembra sostenere il taglio tasse annunciato dal premier.

Il problema è che in vista della presentazione della nuova Manovra Finanziaria il taglio era stato definito in un modo che non è stato poi realizzato, con l’Ires che avrebbe dovuto iniziato a calare nel 2016 invece che nel 2017 ma se l’Ue non concederà ulteriori margini di flessibilità difficilmente si potrà lavorare in tal senso. Ma la strategia ormai è comunque cambiata e dalle novità pensioni si è passati ad una riduzione delle tasse, per imprese e famiglie, che per alcuni sembrerebbe più vantaggiosa. Eppure cambiare le pensioni con quei sistemi di prepensionamento finora discussi porterebbe grandi vantaggi sia in termini occupazionali che in termini di risparmi, nel lungo periodo.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il