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Pensioni novità Renzi, Poletti, D'attore, Boeri, Padoan riguardo quota 100, contributivo, assegno universale, mini pensione

Nuove indicazioni su novità pensioni di D’Attorre, Renzi, Boeri, Poletti, Padoan: cosa prevedono e le diverse posizioni




Continuano ad essere sempre diversi i protagonisti della discussione previdenziale anche all’indomani della presentazione della Manovra Finanziaria 2016 che non ha previsto alcuna novità auspicata negli ultimi mesi. Nulla su quota 100, mini pensione, contributivo e assegno universale, nessun abbassamento, dunque, per l’età pensionabile dei lavoratori che saranno costretti ancora a rimanere a lavoro decisamente più a lungo rispetto ai loro colleghi europei. Ed è per questo che D'Attorre è tornato a parlare di necessità di ulteriori provvedimenti sulle pensioni, spiegando il grande dissenso esistente all’interno dello stesso Pd sulle misure approvate dal premier.

Secondo D’Attorre ritiene la Manovra presentata ‘è sbagliata’ e non prevede nessuna misura che possa permettere ai lavoratori di andare in pensione prima. Male anche la nuova contrattazione pubblica che ha il gusto della presa in giro, vista l’irrisoria cifra prevista. Ma il premier Renzi, dal canto suo, ha anticipato la possibilità di dare vita ad una nuova consultazione pubblica online per raccogliere le proposte dei diretti interessati e mettere a punto una soluzione universale per tutti. Lo stesso Renzi ha parlato della possibilità di rimettere mano alle pensioni nei prossimi mesi e dare vita al nuovo decreto previdenza.

Resta, invece, ancora in silenzio sulle pensioni il presidente dell’Inps Boeri che ha bocciato le misure del premier Renzi, ma che continua a lavorare in silenzio per rivedere il sistema previdenziale italiano, decisamente deluso per i minimi provvedimenti presi, dopo le mille discussioni susseguitesi in questi mesi e le misure su cui ha sempre lavorato d'accordo con Renzi.

Dopo aver dato il via mesi fa alla sua operazione trasparenza, nel mirino di Boeri ci sono ora gli iscritti al Fondo volo: secondo la nuova indagine Porte aperte dell’Inps, più del 60% dei trattamenti degli iscritti al Fondo volo per piloti, hostess e tecnici, subirebbe con il calcolo contributivo una riduzione dell’importo di oltre il 30%. Il 98% delle pensioni del Fondo Volo infatti risultano più alte rispetto all’importo che si sarebbe percepito sulla base dei contributi versati. In questo caso il vantaggio dipende dall’età di uscita dal lavoro: per esempio, un pilota che ha lasciato il lavoro a 60 anni nel 2010 titolare di una pensione lorda mensile a gennaio 2015 di 10.430 euro, percepisce una pensione di 4.950 euro più alta di quella che avrebbe ottenuto con il ricalcolo contributivo.

In riferimento poi all’innalzamento della no tax area per i pensionati over 75, il ministro del Lavoro Poletti ha precisato che si tratta di un aumento che scatterà dal 2017, ma se l’Ue dovesse concedere la clausola per i migranti si potrà valutare di anticipare la misura. Anche il ministro dell'Economia Padoan ha aperto a novità pensioni, partendo da quella revisione delle agevolazioni fiscali che potrebbero permettere poi l'approvazione dell'assegno universale. Si tratta di una misura cui Padoan ha aperto soprattutto per adeguarsi al modello europeo, considerando che l'assegno universale esiste già in tutti gli altri Paesi europei.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il