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Pensioni novità e ultime notizie contro decisioni attuali e sostegno riforma pensioni vera quota 100, mini pensioni è Confidustria

Critica Confindustria nei confronti delle novità pensioni della Manovra Finanziaria 2016: rilancio proposte prepensionamento già note e vantaggi




Confindustria fino a qualche tempo fa guardava con favore i cambiamenti alle pensioni al vaglio del governo da mesi. Il presidente Squinzi giudicava positiva ogni misura che avrebbe dovuto permettere ai lavoratori di andare in pensione prima, in modo da liberare nuovi posti di lavoro per i più giovani, dando così vita ad un nuovo sistema di assunzioni che avrebbe certamente rilanciato produttività e competitività. Poi le novità sul passo indietro dell'associazione degli industriali: all'indomani dell'annuncio del premier Renzi di un nuovo piano di taglio delle tasse per imprese e famiglie, Confindustria ha deciso di appoggiare questo programma ritenendo che una riduzione del carico fiscale sulle imprese sarebbe stato decisamente vantaggioso.

Ma le ultime notizie sulle misure contenute nella nuova Manovra Finanziaria dimostrano che, alla fine, quel taglio delle tasse sulle imprese così com'era stato prospettato non è avvenuto. Così come non ci sono quelle novità pensioni per uscire prima, nulla su quota 100, mini pensione, contributivo e nemmeno sull'assegno universale che sarebbe stata una forma di sostegno per chi si ritrova a vivere in forti difficoltà.

Nella nuova Manovra solo un aumento della no tax area per i pensionati over 75, proroga del contributivo donna ma solo per quest’anno e staffetta ibrida per gli over 63, provvedimenti criticati dal presidente dei giovani industriali Gay perchè non porterebbero alcun vantaggio, soprattutto la staffetta. Se, infatti, prorogare il contributivo dona solo per il 2015 comunque restringe la platea delle beneficiarie e riduce le possibilità di uscita prima, la staffetta risulterebbe costosa e poco incentivante per le aziende.
 
Innanzitutto la soglia di uscita fissata a 63 anni resta comunque alta a fronte di una riduzione dello stipendio mensile, per cui il lavoratore potrebbe scegliere di rimanere a lavoro fino alla soglia di pensionamento di 66 anni e ricevere uno stipendio pieno; e poi perché aumenterebbe il costo del lavoro per ora lavorata per ogni azienda che sarà comunque tenuta a versare gli stessi contributi che avrebbe versato se il lavoratore avesse continuato a svolgere regolarmente il suo lavoro, ma a fronte di un numero ridotto di ore. Per essere in vigore, inoltre, la staffetta dovrà avere il consenso del datore di lavoro e probabilmente le imprese difficilmente accetteranno volontariamente un aumento del costo orario di lavoro a fronte, però, di una perdita di competitività.

E’ chiaro, dunque, come i vantaggi, sia in termini occupazionali, sia in termini di risparmi, sul lungo periodo, che avrebbero garantito quota 100, mini pensione, contributivo, non vengono riscontrati nelle misure attualmente approvate ed è per questo che gli stessi giovani industriali puntano su nuove discussioni pensioni che portino di nuovo all’analisi dei piani di prepensionamento convenienti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il