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Pensioni novità e ultime notizie critiche dirette Ragioneria e volontà politica assente per riforma pensioni da Commissione

Piovono critiche dalla Commissione Lavoro sulle novità pensioni approvate dal governo: quali sono, cosa prevedono e ruolo Ragioneria di Stato




Piovono critiche dalla Commissione Lavoro sulle novità pensioni approvate dal governo nella nuova Manovra Finanziaria 2016, critiche nei confronti della staffetta ibrida, critiche nei confronti della proroga del contributivo donna. E le ultime notizie riportano anche critiche nei confronti della Ragioneria di Stato. Il motivo? Si tratterebbe di provvedimenti inefficaci e forse inutili, nonché costosi. E si prepara a rilanciare su quota 100 e mini pensione, come del resto già definito nel testo messo a punto dalla stessa Commissione, sistemi che rilancerebbero occupazionale giovanile, permettendo di andare in pensione prima ai lavoratori più anziani.

Secondo la Commissione, per esempio, la staffetta ibrida per gli over 63 così come proposta sarebbe costosa per lo Stato e potrebbe non avere alcun vantaggio visto che non obbliga le aziende alla contestuale assunzione di nuovi giovani e costerebbe anche alle imprese che vedrebbero aumentare il costo del lavoro, pagando regolarmente i contributi previdenziali a persone che lavorano un numero ridotto di ore, senza considerare che la soglia di uscita fissata a 63 anni è considerata comunque alta. E’ chiaro, dunque, come a fronte di questo meccanismo e della proroga del contributivo donna ma limitato solo al 2015, per cui le risorse di cui si parlava settimana fa comprese tra i 2 e i 4 miliardi sarebbero eccessive, sarebbe stato meglio puntare su quota 100 e mini pensione che avrebbero comunque il duplice vantaggi di essere convenienti sia in termini occupazionali sia in termini di risparmi, pur se nel lungo periodo.

E la critica mossa dalla Commissione nei confronti della Ragioneria parte proprio dalla non opposizione all’approvazione della staffetta ibrida, oggettivamente costosa, considerando che i contributi figurativi verrebbero pagati dallo Stato, diventando un costo aggiuntivo e non esiguo, il che risulta decisamente contraddittorio, considerando che finora è sempre stata proprio la Ragioneria a bloccare ogni cambiamento sulle pensioni perché sempre considerati costosi, dalla soluzione per i quota 96 della scuola ai piani di prepensionamento da anni orma al vaglio del governo.

A questo punto, però, sarebbe stato meglio aprire all’approvazione di sistemi come quota 100 con penalizzazioni, o piani di uscita prima con mini pensione o anche contributivo che sarebbero stati più efficaci dal punto di vista del lavoro, permettendo a chi volesse di uscire prima e lasciando posti libere per le assunzioni di nuovi giovani e garantendo anche nuovi risparmi. Il punto è che forse ad ostacolare misure efficacisulle pensionisarebbe la mancanza di volontà da parte del governo di cambiare profondamento l'attuale legge che, però, pur nella sua rigidità, è ancora l'unica capace di garantire sostenibilità finanziaria al nostro Paese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il