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Riforma pubblica amministrazione rinnovo e aumento stipendi, contratti statali, polizia, forze ordine con tagli e nuove regole

Cosa cambia con la nuova riforma della P.A. e attesi decreti attuativi: ridotti i comparti e questione sblocco contratti statali




La riforma della Pubblica Amministrazione 2016 del governo Renzi è diventata legge. Per la sua attuazione si attendono i decreti legislativi delegati, con cui il governo definirà le norme di delega. Resta derma l’intenzione del governo di ridurre i comparti pubblici da 12 a 4 e lasciare tre soli mega-comparti: quello della Sanità, quello della Conoscenza e della formazione, con Scuola e Università, e quello del Pubblico impiego, dove confluiranno anche gli impiegati e i collaboratori scolastici della scuola. Il ministro della P.A. Madia ha incaricato l’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale all’interno delle amministrazioni) di raggiungere un accordo con i sindacati sulla riduzione dei comparti.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, su questi presupposti, per i lavoratori pubblici la riforma della pubblica amministrazione preannuncia davvero un lungo periodo di caos, perché accorpando i comparti, sarà più semplice spostare i dipendenti soprannumerari. Ma la vera partita della riforma della P.A. si giocherà l’anno prossimo quando, una volta ridisegnati i comparti, si procederà al confronto sui contratti pubblici, bloccati ormai da sei anni e sbloccati solo per effetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato tale blocco illegittimo.

In base a quanto previsto dalla nuova Manovra Finanziaria, per la misura il governo stanzierà 300 milioni (per un aumento degli stipendi pari a irrisori 8 euro), ai quali si aggiungono anche i 400 milioni già previsti a legislazione vigente per l’indennità di vacanza contrattuale del 2016 e i 620 milioni del 2017. Altra importante questione da affrontare è la divisione dei fondi tra contrattualizzati, come i ministeriali, e non contrattualizzati, come le Forze di Polizia. La nuova riforma della P.A. prevede poi diverse novità anche per i manager della P.A., che saranno suddivisi in tre categorie, in base all’area di impiego, Stato, regioni e enti locali, potranno rimanere in carica fino a quattro anni, e saranno selezionati sulla base del merito e della formazione continua a cui saranno sottoposti. I dirigenti saranno sottoposti a nuovi sistemi di valutazione del loro operato e per coloro a rischio licenziamento ci sarà la possibilità di lasciare proprio il loro incarico passando a semplici funzionari.

Confermata ufficialmente la cancellazione Corpo Forestale dello Stato, che verrà assorbito in parte dai Carabinieri e per le competenze sugli incendi dai Vigili del Fuoco, norma che continua a creare non poche proteste. Le Camere di Commercio sono state poi quasi dimezzate da 105 a 60 e saranno ridotte anche le Prefetture, ma verranno comunque affiancate dall’Ufficio territoriale dello Stato.

Tra le altre novità, la nuova Manovra introduce una nuova stretta sul turn-over nelle pubbliche amministrazioni, sia centrali sia locali, e ferma per il prossimo anno la spesa per le assunzioni al 40% dei risparmi ottenuti con le uscite dell'anno prima. Previsto anche un taglio del 10% delle spese della P.A., stessa percentuale di tagli previsti per la spesa di personale e dirigenti pubblici, e stesso discorso vale per le spese per gli incarichi di collaborazione e alle indennità per gli uffici di diretta collaborazione dei ministeri.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il