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Partita iva minimi nuovo regime 2016 e Aspi, Asdi, Naspi dipendenti e professionisti sussidi disoccupazione, aiuti: per chi e come

La nuova Manovra Finanziaria 2016 cambia ancora il regime dei minimi per i titolari di Partite Iva e cambiano anche i sussidi di disoccupazione: quali sono e cosa prevedono




La nuova Manovra Finanziaria 2016 presentata lo scorso 15 ottobre cambia ancora il regime dei minimi per i titolari di Partite Iva. Il risultato della revisione del governo è un nuovo regime dei minimi, mix tra il vecchio regime e il regime forfettario, che prevede un’aliquota del 5% su guadagni fino a 30mila euro e per i cinque anni di attività, dopodiché la tassazione salirà al 15%. Per le partite Iva senza cassa, l'aliquota contributiva per l'Inps è stata bloccata fermata al 27,72%, dall’innalzamento graduale previsto fino al 33,72%. Queste nuove norme per le partite Iva dovrebbero essere a sostegno dei liberi professionisti su cui grava un pesante carico fiscale.

Per i liberi professionisti, la gravidanza, la malattia e l’infortunio non comportano l’automatica estinzione del rapporto di lavoro, ma non è prevista l’erogazione di compenso, mentre in caso di malattia tale sospensione non proroga la durata del contratto.

In vigore i nuovi sussidi di disoccupazione Naspi, Asdi e Dis Coll: partendo dalla Naspi è la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, per richiederla si può inoltrare domanda all’Inps dallo scorso 15 luglio ed è lo stesso Istituto ad erogarla mensilmente, per un massimo 24 mesi e gli importi massimi saranno di 1.300 euro al mese. La Naspi è stata estesa a 24 mesi anche dopo il 2016, mentre inizialmente, dal 2017, la durata massima si sarebbe ridotta a 18 mensilità.

Per avere la Naspi bisogna essere in stato di disoccupazione; avere almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione o diciotto giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Per richiedere la Naspi, bisogna presentare domanda all’Inps entro i 68 giorni successivi dalla conclusione del rapporto di lavoro e per beneficiarvi il lavoratore disoccupato deve dimostrare periodicamente che è impegnato nella ricerca di un nuovo lavoro.

La Naspi non può essere richiesta dai dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, giacchè si tratta di lavoratori tutelati già dai propri regolamenti. Conclusa la Naspi, il lavoratore disoccupato che non avesse trovato un nuovo impiego può richiedere l’Asdi, un nuovo assegno di disoccupazione, pari al 75% dell’ultima mensilità della Naspi percepita. L’ Asdi viene erogato per i 6 mesi successivi a Naspi a condizione che si aderisca ad un progetto personalizzato di formazione o si dimostri comunque impegno nella ricerca di un nuovo lavoro,sotto l'attento controllo dei centri per l’impiego.

Infine, c’è il Dis Coll, misura sperimentale per i professionisti disoccupati iscritti alla gestione separata dell’Inps e CoCoPro, collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, che prevede l’erogazione di un assegno pari al 75% del reddito medio mensile nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore a 1.195 euro mensili nel 2015 e non può essere superiore ai 1.300 euro nel 2015. Anche il Dis Coll viene erogato mensilmente dall’Inps e anche in questo caso deve essere richiesto esclusivamente online all’Inps entro 68 giorni dalla perdita del lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il