Crescita economica italiana legata a quella della Germania secondo Padoa Schioppa

In Italia migliorano i conti pubblici ma la performance economica continua a rimanere inferiore e agganciata a quella della Germania perche' non ci sono ancora le condizioni per una crescita autonoma.



In Italia migliorano i conti pubblici ma la performance economica continua a rimanere inferiore e agganciata a quella della Germania perche' non ci sono ancora le condizioni per una crescita autonoma.

Lo ha rilevato il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa al termine della riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles, commentando i dati delle previsioni di primavera diffusi dalla Commissione europea. Nel documento l'esecutivo Ue indica una crescita per il 2007 dell'1,9%, una differenza "insignificante" rispetto al 2% indicato dal Governo, ha affermato il ministro, sottolineando che "abbiamo un secondo anno di crescita positiva".

Ma, ha continuato Padoa-Schioppa, in realta' se ci confrontiamo con la Germania, che che per piu' della meta' di questo decennio era un paese senza crescita come l'Italia emergono due differenze: "una che la Germania ha fatto un enorme guadagno di competitivita' mentre noi abbiamo avuto una forte perdita, due che la Germania ha fatto un forte contenimento della spesa pubblica che noi abbiamo appena incominciato con la legge Finanziaria scorsa e che per tutti gli anni precedenti era stato un movimento verso l'incremento".

Per il titolare di via XX settembre il risultato e' ora la Germania ha una crescita "grandiosa" al 2,7% mentre "la nostra stessa crescita e' in buona parte trascinata dalla crescita dell'economia tedesca". L'economia italiana - ha concluso Padoa-Schioppa "e' ancora lontana dall'esprimere questa capacita' di crescita autonoma". Gia' nel 2008 infatti la Commissione prevede una abbassamento della crescita del Pil all'1,7%.

Evidentemente, ha aggiunto il ministro dell'Economia, "non si sono ancora le condizioni per tenerci su un tasso di crescita dell'ordine del 2%", e in particolare "non c'e' una crescita endogena sufficientemente forte e non c'e' una competitivita' sufficientemente forte perche' la crescita sia spinta piu' significamente dalle esportazioni".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il