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Tfa 2015-2016 e nuovo Concorso scuola: chi rischia di rimanere fuori seppur con i requisiti. Il bando è in via di definizione

Ancora nessuna novità fondamentale sul bando atteso per l’avvio del terzo ciclo del Tfa. Quasi pronto invece il bando per il nuovo concorso della scuola




Ancora nessuna novità fondamentale sul bando atteso per l’avvio del terzo ciclo del Tfa. L’unica certezza, secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Istruzione Giannini, è che partirà dal prossimo gennaio 2016. Definiti anche i requisiti di accesso: bisogna avere, infatti, o una laurea vecchio ordinamento e esami sostenuti necessari all’insegnamento; una laurea specialistica/magistrale riconosciuta e crediti necessari all’insegnamento; o un diploma Isef valido per l’insegnamento per il Tfa di Scienze Motorie: la certezza ad oggi, per il prossimo terzo ciclo del Tfa, sono i requisiti.

Possono accedere al nuovo Tfa anche i congelati Ssis in soprannumero e i docenti di ruolo o già in possesso di abilitazione per una classe di concorso diversa da quella che intendono conseguire. Terminato il terzo ciclo del Tfa, potrebbe cambiare la formazione iniziale degli insegnanti, che potrebbe partire già all'Università e potrebbero attivati presso le Università e le Accademie di corsi di Laurea magistrale e corsi di Diploma di laurea di secondo livello, coerenti con le classi disciplinari di concorso.

Diversa invece la situazione per il nuovo concorso della scuola 2015-2016, di cui sono state già modificate le prove per il prossimo, il cui bando, quasi pronto, dovrebbe essere pubblicato il primo dicembre. Circa 90 mila i posti disponibili e per le prove, dovrebbe sparire quella di preselezione e avranno maggior peso la pratica rispetto alla teoria, e l’inglese.

Per quanto riguarda i requisiti di accesso al prossimo concorsone, possono parteciparvi coloro che hanno l'abilitazione ai Pas e Tfa. Il nuovo problema, secondo quanto trapelato da alcune ipotesi, è che anche alcuni abilitati potrebbero essere esclusi dal nuovo concorso se le classi risultano in sovrannumero. Si tratta al momento solo di una ipotesi per alcune classi di concorso in determinate regioni.

Un nuovo appello dell'Anief invita inoltre il Miur a non dimenticare il 40% dei posti riservati al personale precario che ha svolto almeno 36 mesi di servizio. La norma, già in vigore, riconosce, infatti, la possibilità di indire ‘un concorso pubblico con riserva, nel limite del 40% dei posti banditi, ai dipendenti a tempo determinato che, alla data di pubblicazione del bando, abbiano maturato almeno tre anni di servizio presso l’amministrazione pubblica che emana il bando di concorso’. Ciò che chiede l’Anief è che nel prossimo bando di concorso per docenti questa norma venga rispettata.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il